Dopo questa fase ribassista i mercati partiranno al rialzo oppure si attendono ulteriori cali?

Da qualche tempo le maggiori banche d’affari hanno confermato una certa prudenza sul mercato statunitense. Tra il rally delle materie prime e le incognite derivanti dal Covid, nello specifico da variante Delta, la corsa dei listini a stelle e strisce potrebbe non continuare. Il che porterebbe, a ruota, come conseguenza principale, un più ampio rallentamento anche sulle altre Borse. Qualche primo scricchiolio si sta già intuendo, ma dopo questa fase ribassista i mercati partiranno al rialzo oppure si attendono ulteriori cali? In altre parole: si tratta di un fattore momentaneo oppure è l’inizio di un vero e proprio Bear market come già accaduto in anni passati?

Il primo dei timori che si affacciano attualmente riguarda la possibilità di una reazione estrema. Una sorta di catastrofismo che potrebbe anche essere spiegato con il fatto che i mercati sono reduci da anni di rialzi concreti nati attraverso elementi esogeni. Primi fra tutti le politiche di sostegno delle Banche centrali.

Dopo questa fase ribassista i mercati partiranno al rialzo oppure si attendono ulteriori cali?

Ad aumentare gli interrogativi sono arrivate anche le ultime notizie sull’inflazione. In aumento sia in Italia (+2% ad agosto, massimo dal 2013) che in Gran Bretagna. In particolare a Londra i prezzi al consumo ad agosto hanno visto un +3,2% anno su anno. Quindi non solo più petrolio ed alluminio, ma anche materie prime alimentari sono destinate a vedere aumentate sia le rispettive quotazioni che il costo al consumo. Il che, ovviamente, non crea serenità nemmeno a livello sociale. Ad ogni modo, a prescindere dai risvolti sull’economia reale, gli analisti sono convinti di un possibile, ulteriore rialzo per i prossimi mesi. Almeno da Goldman Sachs dove si parla di una serie di rialzi sia per gli indici azionari che per le materie prime.

In quest’ultimo caso i caso citato è quello del rame che nel periodo dei prossimi 12 mesi è visto in crescita del 22,7%. Da citare anche il +11,6% sull’oro. Inoltre, guardando al più grande indice statunitense, l’S&P 500, il target fissato dalla banca d’affari, sempre per i prossimi 12 mesi, è pari a +6,8%. Si tratta, però, come facilmente intuibile, di un aumento che riguarderà l’intero panorama mondiale, Infatti per lo Stoxx Europe 600 si parla di un +11,2% che diventa +10,1% per l’Euro Stoxx 50.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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