Dollaro fra le elezioni presidenziali e la Brexit

Quale direzione assumerà il dollaro fra le elezioni presidenziali e la Brexit?

Narra una leggenda che, all’inizio del secolo scorso, per determinare se il dollaro dovesse salire o scendere nel corso della settimana, i trader di Wall Street si sedessero attorno ad un tavolo. E lanciassero un dado. Vera o no che sia la leggenda, fatto sta che l’andamento dei mercati forex, a volte, sembra funzionare più per effetto di un lancio dei dadi, che per informazioni che impattano sul livello dei prezzi. E, infatti, il forex market non è certo tra i mercati più volatili, né tra quelli più citati sui quotidiani finanziari.

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Il valore dei cross è spesso movimentato da notizie di carattere macroeconomico. Un esempio? L’andamento del PIL, del mercato del lavoro, dell’inflazione. E soprattutto, delle decisioni di politica monetaria da parte delle banche centrali di tutto il mondo. Tassi d’interesse e offerta di moneta sono, infatti, tra le decisioni più attese dai trader quando devono decidere se acquistare o vendere una valuta.

Dollaro fra le elezioni presidenziali e la Brexit

Le questioni politiche, al contrario, sono solitamente lasciate da parte dagli investitori. Infatti non impattano solitamente sulle decisioni di trading. Esistono, tuttavia, delle rare eccezioni. Questo autunno ne potremmo osservare due: le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e la Brexit. Il fatto che poi questi eventi si accavallino, rende il loro peso ancora più importante, quasi un unicum.

Per quanto riguarda le elezioni americane, i trader sono ovviamente interessati a capire se il presidente Donald Trump sarà riconfermato alla guida della superpotenza americana. Anche in virtù del fatto che egli si è espresso più volte sulle questioni monetarie e valutarie interne. Il suo intento era quello di raggiungere un ambente finanziario caratterizzato da bassi tassi d’interesse a un dollaro svalutato.

L’ingerenza di Trump

Più volte Trump è stato criticato per la sua eccessiva ingerenza mostrata nei confronti della Federal Reserve e del suo governatore Jerome Powell.Reo, quest’ultimo, di non aver abbassato i tassi d’interesse a zero come lui si auspicava. Ora che lo ha fatto e che ha promesso di tenerli bassi ancora a lungo, probabilmente fino al 2023, ci sono tutte le condizioni per poter credere che il dollaro si possa mantenere basso ancora a lungo.

Ovviamente sul cross euro-dollaro sarà necessario capire cosa farà anche la Banca Centrale Europea. La quale, però, anch’essa non sembra affatto dell’avviso di intraprendere la via di un aumento dei tassi di interesse nel breve-medio periodo. Almeno se si analizza la forward guidance uscita dalle ultime riunioni del board della BCE. Stante queste condizioni, potrebbe darsi, alla fine, che un “pareggio” tra le due valute possa essere il risultato d’equilibrio da qui a tutto il 2021

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