Dobbiamo assolutamente conoscere questo comportamento insidioso e molesto che potrebbe mettere in pericolo le donne

Negli Stati europei gli insulti sessisti verso le donne, fatti occasionalmente per strada, vengono puniti con una legge specifica. Ne è un esempio la Francia, che ha introdotto il reato di catcalling nel 2018. In Italia, invece, nonostante le proteste, non esiste una legge specifica che punisca le molestie e le frasi offensive rivolte alle donne per strada. O nei luoghi pubblici.

Eppure, dobbiamo assolutamente conoscere questo comportamento insidioso e molesto che potrebbe mettere in pericolo le donne. Ad oggi si parla molto del fenomeno “catcalling” che è stato posto all’attenzione generale. Principalmente attraverso i social network.

Ma, in cosa consiste, specificamente, ci chiederemo? Esso consiste, appunto, nel rivolgere apprezzamenti molesti, volgari, offensivi alle donne che si incontrano per strada. E ciò al mero scopo di attirare la loro attenzione.

Cosa stabilisce la legge italiana

In Italia, propriamente, questo comportamento lesivo della dignità e della sfera privata della persona non è propriamente punito.

Infatti, alle fattispecie di catcalling che si presentano in concreto, si tenta di applicare la norma sulle molestie. Si tratta, in particolare, del reato di molestia, punito ai sensi dell’art. 660 del codice penale con l’arresto fino a 6 mesi o l’ammenda fino a 516,00 euro.

Tuttavia, difficilmente la molestia in discorso potrà essere punita ai sensi dell’indicato articolo. Ciò in quanto può difettare per esso l’insistenza eccessiva, l’invadenza e intromissione continue nell’altrui sfera di libertà e quiete, che invece ricorrono per la molestia.

Ancora più difficile sarebbe, inoltre, riportare il catcalling allo stalking. A fronte di questo silenzio normativo, tuttavia, le donne si sono fatte sentire. Costituendo delle associazioni e dei movimenti pubblici.

Si pensi alla pagina Instagram chiamata “Catcall of Mi”. O al progetto #BreakTheSilence, con cui si raccolgono testimonianze di ragazze oggetto di queste spiacevoli vicende.

A questi movimenti, inoltre, si aggiunge Studiodonne Onlus che, attraverso una chat anonima, supporta psicologicamente le vittime di questo tipo di violenza.

In definitiva, per accrescere e conoscere i nostri diritti, dobbiamo assolutamente conoscere questo comportamento insidioso e molesto che potrebbe mettere in pericolo le donne. Il pericolo maggiore è certamente quello di consentire ancora atteggiamenti sessisti nell’era digitale.

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