Disoccupazione in Italia, si scende ancora

La bistrattata penisola tricolore continua a stupire, vari dati, oggi la disoccupazione in Italia, confermano che stiamo risalendo la china.

Cosa significativa questo miglioramento sta accadendo nonostante il contesto generale sia sfavorevole, ugualmente i numeri dell’economia italiana crescono.

Più tardi analizzeremo il PIL ma intanto godiamoci questo dato sulla disoccupazione che conferma un trend di ripresa occupazionale.

Tabella principali dati macroeconomici di metà mattina

Variazione della disoccupazione in Germania (Lug) 1K 2K -1K
Tasso di disoccupazione tedesco (Lug) 5,0% 5,00% 5,0%
Tasso mensile di disoccupazione in Italia (Giu) 9,7% 10,0% 9,8%

Il 9,7% è il dato sulla disoccupazione in Italia migliore degli ultimi 7 anni, senza se e senza ma.

Segno preciso che le attività produttive sia in ambito industriale che di servizi hanno ripreso ad assumere con fiducia.

Piuttosto suscita qualche dubbio la mancata enfatizzazione di questo dato importantissimo.

Forse chi di dovere ha preferito attendere l’ufficialità.

Staremo a vedere nelle prossime ore, dai media, quasi tutti all’opposizione sarà normale attendersi una minimizzazione veloce del dato.

Se però lo stesso faranno gli esponenti del governo vorrà dire che gli spifferi di crisi sono qualcosa di più di ipotesi campate per aria.

Una mancata “vendita” di un risultato così significativo sul fronte occupazionale sarebbe preciso segnale di scollamento tra le forze di governo.

Disoccupazione e occupati a livelli record

Tornando ai numeri rileviamo che alla disoccupazione ai minimi da 7 anni corrispondono livelli di occupazione record.

Siamo addirittura al massimo storico dal 1977 quando l’ISTAT avviò questo genere di conteggi.

Tra i 15 e i 64 anni siamo appunto al massimo storico al 59.2%.

Considerato che la fascia comprende un alto numero percentuale di studenti trattasi di dato eccezionale.

Tiene l’occupazione in Germania

Sempre sul fronte occupazionale rileviamo che anche i dati della Germania risultano in linea o addirittura leggermente meglio delle attese.

Nulla di eclatante ma dopo la prolungata serie di elementi numerici in significativo calo in ambito manifatturiero ed industriale la tenuta dell’occupazione è comunque un’ottima notizia.

E’ importante ora che le autorità di Berlino e dell’Unione Europea, nonché la BCE, comprendano che non si possono sedere sugli allori.

Il fatto che per ora le industrie tedesche abbiano mantenuto stabili i posti di lavoro non garantisce dalla possibilità probabile che al proseguire della contrazione produttiva inizino i licenziamenti.

Le Borse stanno indicando con chiarezza questo stato di incertezza.

Considerando che a differenza dal passato chi esce dalla Borsa non ha praticamente alternative remunerative il segnale di alert vale doppio!

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