Disoccupazione sale in Germania. Fiducia in Italia

Disoccupazione ai massimi in Germania: cosa succede?

Qualcuno può essere sorpreso dal fatto che ancora una volta l’Italia faccia meglio della Germania nella lettura dei dati macroeconomici di giornata.

Eppure è evidente come l’Italia si sia già avviata, costi quello che costi, su una strada di evoluzione dall’Europa delle banche e dell’ austerity a quella del popolo mentre la Merkel tiene la Germania ancora bloccata.

Il fatto è che non solo lei ma  anche il suo partito se si andasse a votare ora rischierebbe seriamente di essere mandato a casa dagli elettori.

I dati macroeconomici a cominciare dalla disoccupazione crescente confermano che per Berlino sono tempi duri, anzi durissimi.

Tabella principali dati macroeconomici europei

    Variazione della disoccupazione in Germania (Mag) 60K -8K -12K
    Tasso di disoccupazione tedesco (Mag) 5,0% 4,9% 4,9%
    Disoccupazione in Germania (Mag) 2,279M   2,220M
    Disoccupazione in Germania, dato non destagionalizzato (Mag) 2,236M   2,229M
    Livello di fiducia delle aziende italiane (Mag) 102,0 100,4 100,8
    Indice della fiducia dei consumatori italiani (Mag) 111,8 110,0 110,6

La disoccupazione in Germania subisce un’ impennata al 5%.

Ma soprattutto è il dato mensile uscito come non si vedeva da anni: 60k è veramente dato tosto da accettare per Merkel &co.

Il 5% è dato peggiore delle attese ma comunque ancora su valori assoluti di tutto rispetto.

Ora però bisognerà verificare se trattasi di incidente di percorso ovvero se è iniziato un trend.

Tendenza che evidentemente anche in Germania reclama una politica meno austera e meno burocratizzata da BCE e UE…

Certamente una Germania che si confermi nella retroguardia economica dell’UE potrebbe risultare decisiva per cambiare direttiva alla politiche comunitarie, ancora di più che non l’esito elettorale.

Sale la fiducia in Italia

Nella tanto bistrattata Italia, spread o non spread, invece sale la fiducia prodromica a un aumento dei consumi, della produzione ed a un calo della disoccupazione.

Difficilmente basterà questo dato per allontanare la speculazione che sta agendo contro il nostro BTP e la nostra borsa ma è comunque segnale confortante.

Anche perché sia il dato aziendale che quello dei consumatori battono il consensus e questa, non frequentissima, abbinata di ottimismo è davvero molto promettente.

La necessità del dialogo

Terminata la fase elettorale ora il Governo non ha nessuna necessità di forzare la mano.

L’esecutivo avrà a disposizione 4 anni circa per realizzare i propri progetti e visto che,  piaccia o meno, siamo nell’UE, con l’UE bisognerà dialogare e trovare gradualmente i punti di intesa.

Penso che si dovrebbe partire dalle iniziative foriere dei risultati più immediati.

Come ad esempio lo sblocca cantieri e il saldo degli arretrati delle amministrazioni pubbliche.

Poi, ottenuti i primi riscontri concreti sul bilancio statale, si potrà alzare la posta e lavorare su fronti costosi come FLAT TAX eccetera.

Senza dimenticare che, da subito, un grande impegno per la de-burocratizzazione delle attività d’impresa sarebbe comunque fonte di grande slancio per le aziende tutte.

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