Direttori degli acquisti: Italia in recessione?

Oggi giornata ricca di dati macroeconomici, in particolare focalizzati sugli indici dei Direttori degli acquisti.
Un dato che contiene una componente previsionale condita anche da aspetti emozionali che poi non sempre viene confermata dai trend di produzione e consumi ma che rimane importante indicazione di tendenza.

Ebbene se questo è il trend per l’Italia le cose non si stanno mettendo per nulla bene. Ma stamani Piazza Affari vola!

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Basta confrontare il nostro dato con quello degli altri paesi UE ma anche della vicina Svizzera per capire quanto sia critica la situazione.

Dati macroeconomici del mattino

    CHF Vendite al dettaglio (Annuale) (Ott) 0,8% -0,7% -2,5%
    EUR Indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero spagnolo (Nov) 52,6 51,5 51,8
    CHF Indice SVME dei direttori acquisti (Nov) 57,7 56,3 57,4
    EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero italiano (Nov) 48,6 48,9 49,2
    EUR Indice PMI manifatturiero francesi (Nov) 50,8 50,7 50,7
    EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Nov)Germ. 51,8 51,6 51,6
    EUR Indice di fiducia dei consumatori spagnoli     93,0
    EUR Indice PMI manifatturiero (Nov)UE 51,8 51,5 51,5

Solo l’Italia sotto quota 50 con l’Indice dei direttori degli acquisti

Come noto quando questi indici scendono sotto quota 50 stanno ad indicare che ci si sta avviando a una recessione. Serve una conferma di almeno tre uscite ma in ogni caso l’alter è chiaro.

Ancora più preoccupante perché non solo l’Italia è l’unica nazione di quelle pubblicate sin qui dell’UEad essere sotto quota 50 ma anche perché siamo gli unici ad avere fatto peggio delle attese, con un 48,6 versus 48.9, che erano già ridimensionate rispetto al precedente di 49.2.

L’inceppo della manovra. I direttori degli acquisti anticipano qualcosa?

Solo alcuni mesi fa questo dato era ancora sopra quota 50 e sopra le attese dopo che già dal picco di gennaio era iniziata una repentina discesa.

Il bisticcio continuo con l’Unione europea ha evidentemente tolto certezze alle imprese che sono entrate in una sorta di impasse che solo un definitivo sblocco della manovra di bilancio potrà rimuovere.

Si può dire che l’UE è così preoccupata per le sorti dell’Italia da contribuire in prima persona a indebolirla ulteriormente con questo atteggiamento minaccioso che di fatto da quasi tre mesi ha paralizzato la politica italiana e l’attività , che può piacere o non piacere, del governo.

Vicini a un ‘intesa Governo UE

Ora pare che si sia finalmente vicini a una intesa i buoni uffici di Conte con Junker in occasione del G20 pare abbiano dato buoni frutti anche se non sono ancora chiare le limature che verranno adottate per consentire il definitivo decollo dell’attività di governo.

Non c’è  più tempo, occorre agire e in fretta per evitare che una spirale di negatività avvolga il nostro paese facendolo entrare in una recessione ben più aspra di quella che gli altri paesi per ora stanno solo vedendo in lontananza.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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