Direttori degli acquisti dei servizi: buon dato per l’Italia!

Dai direttori degli acquisti dei servizi buone nuove anche per l’Italia

C’era proprio bisogno di qualche buona notizia sotto forma di almeno un dato sopra le attese.

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E il dato è arrivato stamani: l’indice del settore dei servizi in Italia a 50.3 batte le attese poste a 49.2 e migliora il precedente sempre di 49.2.

Non solo si posiziona sopra quella quota 50 che indica recessione. Di poco certamente, ma è sempre meglio di nulla.

Tabella dati macroeconomici della mattinata

  EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore dei servizi italiano (Nov) 50,3 49,2 49,2
  EUR Indice PMI Markit composito francese (Nov) 54,2 54,0 54,0
  EUR Indice dei direttori agli acquisti del settore terziario francese (Nov) 55,1 55,0 55,0
  EUR Indice PMI composito tedesco (Nov) 52,3 52,2 52,2
  EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore servizi tedeschi (Nov) 53,31 53,30 53,3
  EUR Indice composito dei servizi (Nov) 52,7 52,4 52,4
  EUR Indice dei direttori agli acquisti del settore servizi (Nov) 53,4 53,1 53,1
  GBP Indice dei direttori degli acquisti del settore dei servizi (Nov) 50,4 52,5 52,2

Forse niente di speciale e tutto da verificare ma, se non altro restiamo agganciati al trend dei partner europei. A cominciare dalla Spagna e

Anzi facciamo meglio della Germania che , è vero ci batte in valore assoluto, ma restando sotto le attese delude il mercato.

Germania in affanno

Una Germania in affanno per noi è sempre una buona notizia visto che calmiera le voglie eccessivamente restrittive di UE e BCE.
Certamente però questo dato che si aggiunge ad altri numeri tedeschi pubblicati sotto il consensus nelle scorse settimane non è ancora sufficiente a portare a modifiche sostanziali alla politica dell’UE.
Anche perché sappiamo quanto i tedeschi siano ossessionati dall’inflazione, dato che ha mostrato concreti segnali di risveglio nelle più recenti rilevazioni.

Gran Bretagna sotto standard dei Direttori degli acquisti dei servizi

In questo giro di giostra dei dati macroeconomici è invece la Gran Bretagna a non soddisfare gli analisti.

Il 50,4 dei Direttori degli acquisti dei servizi britannici versus 52,5 atteso non è certo dato drammatico ma è comunque un alert da tenere in considerazione.

Soprattutto perché la BREXIT sta incontrando ancora qualche inciampo e sappiamo quanto l’incertezza pesi sugli investimenti delle aziende che poi sono la base per lo sviluppo di un ciclo economico sano.

Occhio dunque, una Theresa May che incontri più difficoltà del previsto in parlamento potrebbe assetare colpi imprevisti sin qua sia al FTSE 100 che alla sterlina.

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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