Digerire bene per stare meglio, non solo col cibo ma anche con le azioni corrette

La digestione è un momento fondamentale della giornata e della vita dell’uomo. Attraverso il processo digestivo immettiamo nell’organismo ciò di cui abbiamo bisogno ed espelliamo il surplus. I neonati esprimono i primi disagi con urla e pianti quando non riescono a digerire. Inizia già dalla bocca, appena introduciamo il cibo e per questo occorre digerire bene per stare meglio, non solo col cibo ma anche con le azioni corrette

Si inizia masticando lentamente

Digerire bene vuol anche dire partire con una masticazione lenta, permettendo ai succhi gastrici della saliva di aggredire il cibo. I denti sono attori fondamentali di questo processo. Più il cibo è triturato, meglio viene attaccato dai succhi gastrici. Una catena insomma, con gli anelli che sono le buone azioni del mangiare. A questo punto lo stomaco ricevendo il cibo già triturato fatica meno ad avviare i processi metabolici. Al contrario, pezzi troppo grossi rischiano di incastrarsi nell’esofago, causando infiammazione e reflusso. Inoltre, lo stesso stomaco farà molta più fatica ad assimilare, rallentando tutto il ciclo.

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Tempi giusti e nessuna distrazione

Quando ci si siede a tavola ci sono due comandamenti per digerire bene per stare meglio, non solo col cibo, ma anche con le azioni corrette: tempi giusti e niente distrazioni. La caotica società in cui viviamo ha annullato quasi del tutto il piacere della tavola, dello stare insieme e condividere la giornata. Oggi si parte con una colazione singola al volo, un pranzo al lavoro in fretta e furia. Forse si salva la cena, sempre che qualcuno della famiglia non lavori su turni. Ecco i primi due nemici della sana digestione. Mangiare velocemente e con mille distrazioni. La fame purtroppo è anche cattiva consigliera e quando c’è, manda il segnale di mangiare velocemente al cervello. Per favorire invece una corretta digestione, ci vorrebbe almeno mezz’ora. Altra cattiva abitudine quella di guardare il cellulare, consultare il tablet, chiacchierare al telefono mentre si mangia. Nulla di più sbagliato. Infatti si perde per strada un segnale importante dal cervello allo stomaco: la sazietà. Chi mangia distrattamente non si rende conto di quanto mangia e continuerebbe a farlo!

Poca acqua ai pasti

L’acqua fa benissimo al nostro corpo, di cui è fatto per il 70%. Ma l’acqua va bevuta fuori dai pasti per creare tutti i suoi benefici. Bere tanto nei pasti rallenta la digestione. Altro luogo comune sbagliato, che l’acqua frizzante favorisca la digestione. Favorisce solo la sensazione di freschezza, soprattutto d’estate, aumentando invece la quantità di gas nell’intestino. Piuttosto è bene avere del limone, autentico toccasana della digestione e della depurazione.

Un’insalata prima di mangiare

Non è un caso che nella maggior parte delle diete sportive il pranzo parta con un’insalata. Non solo si introducono subito sali minerali e vitamine, ma anche una parte di acqua non liquida che inizia correttamente il processo digestivo. Può andare bene mangiarla anche 15 minuti prima dell’iniezione successiva di carboidrati o proteine, perché gli enzimi introdotti con essa preparano letteralmente la strada alla digestione successiva.

La chiusura col dolce

La classica chiusura del pasto prevede il dolce o l’assunzione di qualcosa che gratifichi anche la parte morale. Attenzione che zuccheri e grassi, agendo sulla glicemia fanno da blocco alla digestione. Piuttosto invece una pallina di gelato al limone o alla frutta o un sorbetto sempre al limone.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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