Differimento delle rate della Rottamazione-Ter da parte del decreto Rilancio

Tra le novità che verranno introdotte dal decreto Rilancio abbiamo anche una serie di misure per allentare la pressione fiscale. La ragione è che in un periodo difficile in cui la crisi ha colpito tutti i settori, procedure di recupero da parte dell’ente della riscossione infiacchirebbe ulteriormente l’economia. Pertanto, il decreto Rilancio, ha deciso per il differimento dell’obbligo di pagamento delle rate relative alla cd. Rottamazione-Ter. Cosicchè, il versamento di esse e del cosiddetto “saldo e stralcio”, in scadenza al 28 febbraio e al 31 marzo, può essere eseguito entro il 10 dicembre 2020.

Cos’è la Rottamazione-Ter

Il decreto legge n. 119/2018 ha previsto la possibilità di estinguere i debiti iscritti a ruolo, versando le somme dovute, senza sanzioni e interessi di mora. Si tratta dei debiti affidati dagli enti creditori all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. Inoltre, per le multe per violazione del c.d.s. non si pagano gli interessi di mora nè le maggiorazioni previste dalla legge. Le rate di detta Rottamazione-Ter si possono pagare in vari modi, ossia: presso la propria banca, agli sportelli bancomat abilitati, con il proprio internet banking, agli uffici postali. Inoltre, anche presso tabaccai aderenti a Banca5 s.p.a., nonchè tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it, con l’app Equiclick, tramite la piattaforma PagoPa. Infine, si possono pagare direttamente agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate.

Differimento delle rate della Rottamazione-Ter. Stop anche ad atti e cartelle esattoriali

Il Governo, nel decreto Rilancio, ha previsto oltre al differimento delle rate della Rottamazione-Ter, anche un altro beneficio. Esso consisterebbe nella sospensione della notifica di atti e cartelle esattoriali da parte del fisco. Il decreto prevede, in particolare, che l’agente della riscossione potrà riprendere a notificare le cartelle esattoriali a partire dal 1° settembre 2020. Per quanto riguarda gli atti di accertamento o avvisi bonari si potrà lavorarli entro il 31 dicembre 2020. Per la notifica, poi, se ne parlerà nel 2021, a partire dal 1° gennaio ed entro il 31 dicembre del successivo anno.

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