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Deutsche Bank: non è che è fallita?

Le autorità tedesche, dopo tanto tergiversare, hanno rotto gli indugi e in settimana hanno iniziato le perquisizioni negli uffici di Francoforte di Deutsche Bank.

Vogliamo sperare che quello del riciclaggio sia un validissimo pretesto per cominciare a valutare dal di dentro cosa veramente si annida negli armadi della più grande banca tedesca nonché quarta banca europea.

Sappiamo bene che per i grandissimi clienti le banche sul riciclaggio sarebbero tutte da verificare e da tempo…

Problema enorme ma se vogliamo nulla in confronto alla montagna di derivati tossici che le banche europee, Deutsche Bank in testa, hanno ancora in pancia.

Derivati costruiti nell’era sub-prime che in America e negli altri stati a sovranità monetaria sono stati ripuliti, postergati o cancellati e comunque resi inoffensivi dall’epoca del QE e dalle montagna di liquidità messe a disposizione delle banche.

Il fallimento del QE della BCE

Come abbiamo più volte scritto, invece,  la BCE a differenza della FED  o della BOE (addirittura in Gran Bretagna le grandi banche in crisi sono state nazionalizzate), ha riacquistato dalle banche europee soltanto obbligazioni governative , titoli di stato in sostanza.
Con questo manovra la BCE ha di fatto calmierato gli spread tra i vari titoli dei vari paesi ma lasciato alle banche il boccone più amaro da smaltire.

Montagne di derivati con cui si sono messi a leva montagne di crediti per lo più finiti a sofferenze e che ora soltanto grazia a alla magnanima direttiva del Mark to market riescono a fare prezzo.

Nei fondi, nelle polizze, nelle unit linked si annidano miliardi investiti in titoli che sul mercato libero non fanno prezzo e che però, grazie alla direttiva del Mark to market vengono comunque prezzati all’ultimo prezzo disponibile , spesso risalente al 2008!

Il boomerang delle scelte tedesche

Affidarsi ai tedeschi non ha mai storicamente prodotto effetti molto positivi. Eppure l’Europa ( o buona parte di essa)ancora una volta ci è cascata…

Hanno imposto alla BCE questa politica di intervento sulle criticità assolutamente incompleta ed ora beffa delle beffe è la loro principale banca , Deutsche Bank, a rischiare il default.

Deutsche Bank come Lehman Brothers? Difficile

Dubitiamo fortemente che lascino fare a Deutsche Bank la fine di Lehman Brothers, ma, nel contempo, il tempo stringe.
Stress test deludenti sono un eufemismo di fronte a una montagna di 42 mila miliardi di derivati , per lo più tossici. Che rappresentano 16 volte il PIL tedesco annuo. Una mostruosità.

Ecco perché all’inizio abbiamo scritto che ci auguriamo che quella del riciclaggio sia una scusa per evitare di ammettere i propri grossolani errori di indirizzo ed avere un pretesto per prendere in mano, forse anche nazionalizzare, Deutsche Bank.
Per intenderci : un intervento statale sul modello di quanto avvenuto in Gran Bretagna col mostro di Barclays Bank,  ora invece risanata a suon   di stampa di sterline…

Le concessioni alla Germania dovranno valere per tutti

In questo contesto la BCE dovrà allargare e di molto i cordoni della borsa e della stampa di euro.
Questa è l’occasione per tutte le nazioni che hanno banche ingolfate di derivati Francia ed Italia in testa per pretendere un pari trattamento a quello tedesco.

Se la BCE deciderà di muoversi non ci potrà essere debito pubblico arretrato o qualsivoglia altro pretesto per favorire la Germania e le sue banche (non è solo Deutsche Bank impestata) rispetto alle altre nazioni ed alle loro principali banche.

I politici dovranno fare molta attenzione alle manovre della BCE ed alla stampa di euro che dovrà mantenere canoni di equilibrio e proporzionalità tra i vari stati membri.

Lo spread BUND/BTP a una prova di serietà

Come minimo con una banca che ha 16 volte il PIL di titoli tossici lo spread dovrebbe iniziare a prenderne atto e a “prezzare “ questa montagna di rischio che Deutsche Bank riversa sulla Germania tutta prima ancora che sull’UE e sull’Euro.

Detto che doveva essere già avviato un movimento di forte restringimento, avremo la contro prova del fatto di capire se lo spread ha una minima affidabilità o, come temuto da molti ,è soltanto uno strumento di pressione e speculazione in mano ai potentati che lo estraggono solo nelle casistiche per cui torna a  loro comodo.

Analisi grafica e previsioni sul titolo Deutsche Bank  

Deutsche Bank  (DBKD ) ha chiuso la settimana di contrattazione a 8,052€  -2,79%.

Il titolo ha segnato il massimo annuale a 16,44€  il 5 gennaio ed il minimo a 8,00€  il 30 novembre.

Analisi grafica e previsioni sul titolo Deutsche Bank

Cosa attendere nelle prossime settimane? Quali sono i valori da monitorare?

Legenda Sotto 2 tendenza ribassista. Sopra 1 tendenza rialzista. Fra 1 e 2 lateralità

Deutsche Bank Scenario lungo termine 12 mesi

1  19,61

2 16,42

Cosa significa?

Che potrebbe esserci un ritorno verso area 16,42€ pur mantenendo la tendenza ribassista.

Deutsche Bank Scenario medio termine  1/3 mesi

1  9,96

2  9,35

Cosa significa?

Che potrebbe esserci un ritorno verso area 9,35€ pur mantenendo la tendenza ribassista.

Scenario breve  termine 1 mese

1  8,85

2  8,71

Cosa significa?

Che potrebbe esserci un ritorno verso area 8,71€ pur mantenendo la tendenza ribassista.

Strategia operativa per il titolo Deutsche Bank

il breve, medio e lungo termine  è impostato al ribasso,   e finchè  la tendenza non subirà variazioni, l’obiettivo è posto verso area 7,50/6,20€ nei prossimi 1/3 mesi e se non cambierà qualcosa poi verso i 4,50€ nei prossimi 12 mesi.

Livelli da monitorare per il trading  del titolo

breve termine

principale resistenza 8,71/8,85€

principale supporto 7,50€

inversione rialzista di  breve termine

superamento al ribasso di  8,85€

Si procederà per step.

Approfondimento

Dax, verso un rialzo di medio termine?

Deutsche Bank: non è che è fallita? ultima modifica: 2018-12-01T14:35:35+00:00 da Gianluca Braguzzi
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