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Default Italia e Recovery Fund

Un’occasione da non perdere, non ci sarà una prossima volta.

Le risorse messe in campo dall’Unione Europea costituiscono un’operazione mai accaduta prima.

I fondi messi a disposizione sono ingenti e a tassi bassissimi.

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Il debito sarà messo in comunione con tutti gli Stati.

Un’occasione unica e non certo ripetibile.

L’importante è che questa mole di finanziamenti non vadano a finire, come è già troppo spesso accaduto nel passato, in mille  progetti di scarsa utilità e in nessun mega progetto.

Speriamo che questi finanziamenti non finiscano in rivoli e poi si disperdano senza produrre alcun risultato duraturo sullo sviluppo economico e sociale del nostro Paese.

Tassi molto bassi per il Recovery Fund

Ricondurre i fondi europei per una riduzione delle tasse nazionali non è e non sarà una buona politica.

Per adesso sarebbe più opportuna una serie e vera semplificazione del sistema tributario e fiscale, per una riduzione della tasse si può prendere un po’ di tempo.

Semplificare vuol dire ridurre i costi che hanno le imprese e i privati per assolvere ai propri doveri di contribuenti. Quindi una semplificazione vera e non di facciata farebbe sempre e comunque ridurre i costi fiscali.

I fondi non possono servire per fare una manovra finanziaria di stampo elettorale,  sarebbe veramente un bomba finanziaria ad orologeria che scoppierebbe nelle tasche dei nostri figli e nipoti.

Precisiamo che il Next Generation EU sono prevalentemente prestiti su progetti futuri. Non sono disponibilità liquide messe a disposizioni degli Stati affinché li spendano come più gli aggrada.

Qualche politico farebbe  bene a studiare un po’ di più e a prendere carta e penna per fare bene dei conti.

Regole rigide a livello europeo

Questi progetti d’investimento legati ai Next generation EU saranno soggetti ad appalti pubblici e progetti di sviluppo di stampo e a livello contrattualistico europeo.

Questi prestiti, di cui una parte a fondo perduto, avranno tassi molto bassi in quanto saranno una media dei tassi europei del debito pubblico. Alcuni paesi molto virtuosi hanno tassi negativi altri molto più alti. La media sarà comunque a favore di quei paesi con maggiori debiti e con tassi più alti.

Un prestito molto lungo per poterlo spalmare su più anni.

30 anni per il loro rimborso

Se ben usati l’Italia potrà finalmente avere una seria possibilità di uscire dalla recessione legata al coronavirus ma soprattutto potrà finalmente accantonare una volta per tutte la trappola del debito pubblico.

Default Italia e Recovery Fund: garantito o solo rinviato?

Altrimenti il default sarà certo e dovrà essere gestito dai nostri figli, purtroppo.

Tassi certi? Saranno una media di quelli nazionali sul debito pubblico.

I fondi legati al MES avevano e hanno tassi sicuramente migliori.

Durata del prestito 10 anni superiore ai BTP quinquennali emessi in Italia nell’ultimo periodo.

Tasso, TAN 0,13%, praticamente al netto inflazione negativo.

Costo annuale interessi su un prestito di 37 miliardi di euro, solo  € 4.810.000,00.

Problema: il governo non ha ancora deciso su questi fondi.

E quindi, a proporsito di default Italia e Recovery Fund, basterebbero solo questi finanziamenti per dare una boccata di ossigeno alla finanza pubblica e privata italiana.

Approfondimento

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