Decade il reddito di cittadinanza se un tuo familiare è in questa condizione

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Per ottenere il reddito di cittadinanza occorre avere dei requisiti ben precisi. Non basta avere un reddito ISEE inferiore a 9.360 euro, ma bisogna, ovviamente, essere disoccupati. E quindi, accettare la prima proposta di lavoro che viene offerta. Perché nelle intenzioni del legislatore, il sussidio non doveva essere una semplice misura di sussistenza, ma un aiuto per chi non riuscisse a trovare lavoro.

Lavoro, che nella legge che istituisce il reddito di cittadinanza doveva essere favorito dai Centri per l’Impiego. Tra l’altro il progetto prevedeva anche l’assunzione di 2.500 persone, i navigator, che facilitassero l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

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Le sanzioni

Se il reddito di cittadinanza deve sostenere disoccupati in cerca di lavoro, chi lo percepisce avendo un lavoro in nero, compie un doppio reato. Il primo perché con un’occupazione non dichiarata evade le tasse applicate sul reddito. Il secondo perché questi percepisce un sussidio a cui non avrebbe diritto.

Di fatto, chi usufruisce del reddito di cittadinanza avendo una occupazione non dichiarata, effettua una doppia truffa allo Stato. Che per questo reato è severissimo con sanzioni che possono arrivare anche alla reclusione fino a 6 anni.

Gli Esperti di ProiezionidiBorsa si sono occupati dell’argomento nello specifico in questo articolo. Oggi vogliamo illustrare quali sono le sanzioni per chi percepisce il reddito di cittadinanza ed ha un familiare che lavora in nero.

Decade il reddito di cittadinanza se un tuo familiare è in questa condizione

Abbiamo visto come il lavoro in nero porti, ovviamente, alla revoca del sussidio. Ma che accade se a lavorare in nero non è chi percepisce il reddito di cittadinanza ma un familiare?

Prima di tutto spieghiamo cosa il legislatore considera come lavoro nero. Per la legge una qualsiasi attività di lavoro, dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa, deve essere obbligatoriamente comunicata al Centro dell’Impiego.

La comunicazione deve arrivare entro le 24 ore precedenti l’inizio dell’attività lavorativa e deve essere comunicata a mezzo del modello Unilav. In assenza delle comunicazione, l’attività lavorativa è considerata in nero.

Se un componente familiare di una persona che percepisce il reddito di cittadinanza, svolge un qualsiasi lavoro in nero, il sussidio decade immediatamente anche per chi lo percepisce. Anche se questo non è il lavoratore a nero.  Lo stabilisce la legge n. 26/2019.

Quindi attenzione se uno dei componenti della tua famiglia svolge il lavoro in nero. Infatti decade il reddito di cittadinanza se un tuo familiare è in questa condizione

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