Debito USA mai così alto? Quali possono essere le conseguenze?

Dollaro in caduta libera o svalutazione momentanea?

Il debito degli Stati Uniti non era mai stato così alto dalla fine della seconda guerra mondiale.

Solo nel 1946 il debito USA era ai livelli attuali.

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Tutto questo per l’epidemia del coronavirus.

Qualcuno ha affermato che la guerra contro il nazi-fascismo è costata quanto quella causata dalla chiusura totale?

Potrebbe sembrare che la guerra sia costata quanto l’epidemia, ma non è così. Il livello di debito pubblico era già eccessivamente alto e il Covid-19 ha soltanto dato il tocco finale.

Rapporto debito/PIL sopra quota 100

Il rapporto debito/PIL è salito sopra  la fatidica quota 100, secondo alcuni un punto di non ritorno.

Inoltre tale rapporto nel futuro più prossimo è destinato a crescere.

Sui giornali americani si legge di sindrome finanziaria di stampo italiano.

Il rapporto di quota 100 è un indicatore di anomalia per gli economisti, dato che in presenza di questo rapporto il PIL  prodotto ”in teoria” viene completamente assorbito dal debito.

Negli anni ottanta dello scorso secolo era una quota tabù per gli economisti classici, oggi questa ipotesi fa meno paura. L’Italia con rapporto debito/PIL molto più alto di quota 100, bene o male  continua ad andare avanti.

Perché questo enorme debito fa paura?

Sia per gli USA sia per l’Italia un enorme debito pubblico preoccupa moltissimo. Il fattore di  maggiore angoscia economica  viene nel momento in cui ci chiediamo chi abbia effettivamente in mano parte di questo debito.

Per fortuna degli Stati Uniti il loro debito è soltanto per un quarto nelle mani di Paesi stranieri.  Primo detentore è il Giappone e subito dopo viene la Cina, terzo è il Brasile.

La Cina ha già da alcuni mesi iniziato a vendere Titoli del Tesoro americano prevedendo una svalutazione del dollaro statunitense. Ma un’operazione di  questo tipo non è certo facile per due motivi. Il primo è legato  a dove posizionare questa grande liquidità. Il secondo  è legato a motivi politici per fare eventuali pressioni su Washington.

Per adesso la FED americana non ha fatto ricorso a tassi negativi

Questa caduta del dollaro è legata ad una volontà politica per favorire le esportazioni americane nel breve o medio periodo? O è legata ad un andamento ciclico ribassista che nei prossimi mesi deve ancora dare i suoi effetti?

Personalmente credo che questa svalutazione sia momentanea o abbia effetti solo a breve e brevissimo periodo, è difficile pensare che il rapporto euro/dollaro scivoli ad 1,40 o 1,50.

Entro la fine del prossimo anno il rapporto euro dollaro potrebbe attestarsi  su un rapporto 1,10. Difficilmente potrà tornare alla parità di 1/1 come è stato alcuni anni fa.

Questo rapporto è troppo sfavorevole per Washington.

Quindi, per adesso, non conviene acquistare dollari o obbligazioni in valuta statunitense, bisogna stare alla finestra e aspettare i prossimi eventi.

Un dollaro troppo svalutato nel lungo periodo non piace e non fa comodo a nessuno.

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