Debito pubblico italiano: in mano a chi è?

I 1500 miliardi di euro circa che gli italiani tengono depositati sui conti correnti bancari sono un chiaro segnale di sfiducia verso il nostro stesso debito pubblico.

Senza quantificare la mole non meglio identificata di banconote che giace sotto il materasso, la mattonella o semplicemente nelle cassette di sicurezza.

Considerati poi i risparmi posizionati in borsa, nei fondi, nelle polizze e obbligazioni varie la mole del risparmio privato italiano è circa il doppio del debito pubblico nazionale.

Nessuna altra nazione al mondo può vantare un simile parametro.

BTP un successo pagato caro

Eppure proprio questa disaffezione degli italiani verso il debito pubblico nazionale costa molto al nostro tesoro.

Ministero del tesoro che ha raccolto un grande successo nell’ultima asta dei BTP trentennali ma a rendimenti decisamente più alti rispetto alle altre nazioni europee.

E nel frattempo miliardi di euro degli italiani giacciono sui conti correnti remunerati a zero. Anzi, con le spese spesso il saldo a fine anno è negativo.

La ripartizione del debito pubblico italiano

Arrivare a definire con precisione la ripartizione del debito pubblico italiano è impresa ardua anche perché si deve tenere conto anche di quello detenuto indirettamente tramite unit linked, polizze eccetera.

Quel che è certo è che la componente detenuta dagli stranieri, nonostante i successo delle aste recenti, sta scemando.

Una calo leggero ma progressivo.

Siamo passati al 32.8% dal 33,1%.

Bisogna però considerare che questa percentuale contiene i titoli detenuti da italiani tramite fondi e gestioni patrimoniali estere nonché la percentuale di debito pubblico riacquistata dalla BCE.

Da dove ripartire? Un cambio di mentalità dei risparmiatori

Non molti anni fa lo stato pubblicizzava le proprie emissioni di debito sia sui giornali che sulle tv tramite i telegiornali.

Da qualche anno quasi per una sorta di pudore, peraltro ingiustificato, le aste dei titoli pubblici restano in una sorta di area grigia riservata soltanto agli investitori istituzionali.

Sono convinto che molti italiani ormai nemmeno sappiano a che rendimento effervescente dei BTP rinunciano per lasciare i sudati risparmi sui conti correnti a zero interessi.

Debito pubblico e giacenze sui conti correnti

Certamente qualcuno deve mantenere i soldi liquidi per eventuali necessità o imprevisti.

Qualcun altro può essere spaventato dal terrorismo mediatico sui su e giù dello spread.

Certo è che se gli italiani con le giacenze investissero sui titoli di Stato italiani le cose si metterebbero molto meglio.

Tra l’altro è la stessa BCE a fare da garante riassicurando i mercati.

Il Presidente della BCE ha infatti dichiarato e ribadito che la BCE sarà sempre pronta ad intervenire in caso di nuove forti criticità.

I risultati delle previsioni presenti in questo articolo si basano su calcoli statistici spiegati negli ebook pubblicati da ProiezionidiBorsa ed elaborati sulla base dello storico dei prezzi a disposizione. (Ricordiamo, inoltre, di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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