Debito italiano al record, oltre 2.560 miliardi e previsioni pessime per fine anno

Forte accelerazione per il debito pubblico  italiano nell’ultimo anno e in particolare nel mese di luglio. Sono stati superati i 2.560 miliardi di euro, rispetto ai 2.530 mila miliardi che erano stati rilevati all’inizio del mese. Si tratta di un nuovo massimo storico, rispetto a luglio 2019. Il debito pubblico italiano è cresciuto di 93 miliardi nell’ultimo anno a causa della pandemia. Vanificando gli sforzi fatti tra luglio e settembre 2019, quando si era registrato un debole miglioramento e l’indebitamento dell’Italia era sceso 210 miliardi.

Nel mese di luglio 2020, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio statale ammontano a 43,8 miliardi di euro, diminuite del 5,7% rispetto a luglio 2019. Questo dato gravissimo di 2,7 miliardi in meno, va considerato anche alla luce della diminuzione delle entrate tributarie tra gennaio e luglio. Che sono diminuite del 9,4% (-22,1 miliardi di euro).

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Il governo Conte punta ad ottenere il via libera al piano nazionale per la ripresa in tempi brevi. Nelle linee guida del Recovery Plan consegnate alle Camere, sono previsti 88 miliardi di euro di sussidi da impiegare in investimenti. Vedremo quando arriveranno.

Previsioni sconfortanti da qui a dicembre

Debito italiano al record, oltre 2.560 miliardi e previsioni pessime per fine anno. Un dato di fronte al quale il Presidente del Consiglio Conte appare più nervoso del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri. Che mette in conto una significativa riduzione del debito a partire da inizio 2021, grazie all’arrivo dei fondi europei. Con, nelle intenzioni, un proseguimento rapido e costante negli anni successivi. Ma vari osservatori tutta questa accelerazione non la vedono.

Il debito, facendo una media delle opinioni di vari scenaristi, potrebbe salire ancora a 2.605 miliardi in ottobre, addirittura fino a 2.615-20 a novembre. E cominciare un lento ripiegamento verso quota 2.590 -2.570 miliardi a cavallo tra 2020 e 2021. Anche Bill Gates, presidente di Microsoft, nei giorni scorsi ha espresso il parere che saremo fuori dal problema più nel 2022 che nel 2021. Se questi numeri fossero confermati, varie sedie nelle “cabine di regia” della politica europea, risulterebbero quanto meno bollenti. Secondo i dati pubblicati dalla Banca d’Italia, l’incremento attuale, infatti, riflette un forte aumento del debito delle amministrazioni centrali (+29,6 miliardi, mentre quello delle amministrazioni locali è salito di soli 0,3 miliardi). Invariato anche il debito degli enti di previdenza.

Debito italiano al record, oltre 2.560 miliardi e previsioni pessime per fine anno

La quota del debito nazionale detenuta dalla banca centrale è salita al 19,7 percento (0,5 punti) a giugno 2020. Il controvalore del portafoglio titoli di stato italiani detenuto da soggetti esteri è molto aumentato. Siamo passati da 677,184 miliardi di euro a maggio a 688,294 miliardi di euro di giugno. In sostanza, calcola l’agenzia Reuters, la quota di titoli di stato in mano a soggetti non residenti, rispetto al totale in circolazione, è passata da 32,2 a 32,4%.

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