Dazi USA Cina: vera tregua o calma solo apparente?

Nella intricata vicenda dei dazi USA Cina sono giorni più distesi ove almeno all’apparenza si viaggia verso una nuova fase di trattative.

D’altronde Donald Trump sarà impulsivo e spesso eccessivo ma non è stupido ed avrà ben visto il crollo dei dati di import export tra USA e Cina che ha ulteriormente aumentato il saldo negativo per gli Stai Uniti.

Esattamente il contrario del suo obbiettivo quando ebbe l’idea di muovere guerra sui dazi.

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Dazi USA Cina: Trump frena l’attacco

Valutazioni che certamente hanno animato lo studio ovale in una nuova direzione. Pare…

Tanto che ieri dopo la chiusura serale di Wall Street il presidente degli Stati Uniti ha annunciato il rinvio dal 1° ottobre al 15 ottobre dell’aumento di alcune tariffe per un totale  di 250 miliardi di dollari.

Lo stesso Trump lo ha autodefinito un “gesto di buona volontà” messo in atto su richiesta del vice primo ministro cinese Liu He.

La Cina attendeva con ansia la mossa statunitense.

Infatti Pechino aveva  annunciato la cancellazione delle tariffe per 1 anno su 16 categorie di prodotti americani, e la prima reazione di Trump in mattinata era parsa un’indifferenza molto sgradita al Governo del dragone.

Poi sono arrivati in serata i Tweet che hanno ricomposto la vicenda.

Lo stesso HuXijin, redattore capo del Global Times da molti ritenuto una sorta di  portavoce non ufficiale del governo cinese, ha quindi immediatamente ringraziato il successivo annuncio di Trump.

Queste le parole cinesi di rimando: “Dovrebbe essere visto come un gesto di buona volontà da parte degli Stati Uniti per creare buone ‘vibrazioni’ per i negoziati commerciali previsti per i primi di ottobre.
Ieri, la Cina ha annunciato la rimozione di 16 categorie di prodotti statunitensi dalla lista tariffaria. Spero che la reciprocità della buona volontà possa continuare”.

I mercati credono alla tregua

I mercati hanno da subito e in progressione notturna dato l’idea di avere apprezzato il reciproco scambio di cortesie.

Passi di buona volontà che potrebbero sottintendere dal 1° ottobre una fase di trattative più concretamente aperta ad ipotesi di soluzione.

D’altronde se è vero che nel calo complessivo degli scambi tra i due paesi  il delta tra import ed export ha favorito la Cina è anche vero che sono calate entrambe le voci.

E ragionando, come logico, in termini assoluti, in questa guerra dei dazi per ora non vi sono vincitori ma soltanto perdenti!

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