Dati macroeconomici in Europa

Nella giornata in cui tutte le attenzioni sono e saranno rivolte all’esito del Meeting della FED sui tassi di interesse l’Europa ne ha approfittato per fare uscire una vera e propria “vagonata di dati macroeconomici.

Una serie di dati che in linea di massima confermano ampiamente le difficoltà in cui si dibatte da tempo l’economia europea.

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E, guarda caso, come vedremo uno dei migliori dati della mattinata riguarda l’Italia…

Tabella principali dati macroeconomici europei di giornata

Vediamo i dati principali di giornata nella tabella:

    EUR PIL francese (Trimestrale) (4° trim.) 0,3% 0,30% 0,3%
    EUR PIL francese (Annuale) 0,3%   0,3%
    EUR Indice dei prezzi all’Importazione tedesco (Mensile) (Dic) -1,3% -0,8% -1,0%
    EUR Indice dei prezzi all’Importazione tedesco (Annuale) (Dic) 1,6% 2,1% 3,1%
    EUR Rapporto della GfK sul clima fra i consumatori tedeschi (Feb) 10,8 10,3 10,4
    EUR Spese dei consumatori francesi (Mensile) (Dic) -1,5% -0,3% -0,1%
    CHF Indicatore predittivo KOF (Gen) 95,0 96,8 96,4
    EUR Vendite al dettaglio in Spagna (Annuale) (Dic) 0,8%   1,1%
    EUR IPP francese (Mensile) (Gen) -1,1%   0,1%
    EUR Livello di fiducia delle aziende italiane (Gen) 102,1 103,0 103,4
    EUR Indice della fiducia dei consumatori italiani (Gen) 114,0 112,6 113,2
    CHF Aspettative dello ZEW (Gen) -44,0   -22,2

Francia Kaputt

Nonostante le ripetute agevolazioni ottenute dall’UE negli ultimi anni l’economia francese annaspa come non mai.

Non è tanto il +0.3% trimestrale a destare scalpore quanto il +0.3% annuale che, pure eludendo le attese correnti non pubblicate, è comunque molto al di sotto degli standard preventivati.

Se non siamo alla vigilia di una recessione certificata poco ci manca.

Il contestato governo Macron dovrà impiegare al meglio le maggiori risorse economche concesse alla Francia dall’UE per evitare il peggio.

Anche il dato sui consumi uscito a -1.5% vs -0.3% segnala l’allarme rosso accesosi in Francia.

Inflazione sempre assente

I vari indici sui prezzi pubblicati confermano che pur in presenza della debolezza dell’euro l’inflazione in questa fase è un rischio inesistente.

Un invito a BCE e soprattutto Commissione UE a modificare l’approcciorestrittivo sin qui mantenuto con esiti fallimentari… staremo a vedere.

Il clima tra i consumatori tedeschi è rimasto buono, a maggior ragione sarebbe il momento per spingere sull’acceleratore della creazione di nuovi posti di lavoro. Allargare la base stessa dei consumatori partendo dal focale diritto al lavoro sarebbe la base per una ricrescita virtuosa dell’Europa.

Spagna ed Italia in traccheggio

Segnano il passo le vendite al dettaglio spagnole a +0.8% rispetto a un precedente a +1.1%.

Anche alla Spagna l’UE ha concesso deroghe e più spazio sul rapporto debito pubblico/PIL e anche per Madrid sarà il caso di impiegare bene queste risorse aggiuntive negate all’Italia.

Italia che vede a sua volta la fiducia delle aziende sotto le attese: 102.1 versus 103.

Viceversa la fiducia dei consumatori sale a un bel 114 versus 112.6 atteso.

Chi avrà ragione?

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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