Dati in discesa= DAX imballato

Per la seconda volta in pochi giorni i dati macro tedeschi più importanti hanno ampiamente deluso le attese.
Dopo i direttori degli acquisti, come sequenza logica oggi è stata la produzione industriale a uscire sotto il consensus degli analisti:

– 0,9% mensile contro -0.5% atteso
19.3 B il saldo della bilancia commerciale contro 21,4 auspicato.

Sono dati che fanno riflettere, e il DAX sta riflettendo eccome: anche oggi partito in tono baldanzoso ha finito incespicando e rimangiandosi buona parte dei guadagni di giornata. Va da sé che anche gli altri indici europei hanno fatto altrettanto.

A differenza di quanto abbiamo esplicitato in precedenti articoli per la Gran Bretagna con le coraggiose mosse della BOE che incurante delle manovre altrui ha alzato con convinzione i tassi, in area euro tutto è rimasto bloccato lasciando la BCE disarmata sul fronte monetario in caso di fase recessiva che riguardi anche i paesi più forti come appunto la Germania.

Bloccati tra banche non realmente risanate, paesi a ciclo economico che definire disarmonico è poco e politiche nazionali che debbono fronteggiare contesti diversissimi i membri della BCE hanno optato per un immobilismo che in qualche modo ha incontrato finora il favore dei mercati.

Ma cosa potrà succedere ora se questi dati saranno solo i prodromi di una anche minima recessione teutonica , è facile immaginarlo. Borse in crollo e settore bancario europeo in panico a trascinare i listini verso il basso. Penso che non sia ancora tempo ma , attenzione, questi segnali non vanno trascurati.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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