Dal seme alla miscela: la catena del valore del caffè

Dal seme alla miscela: la catena del valore del caffè. E’ probabile che abbiate iniziato la giornata con un cappuccino. O con un buon caffè ristretto od un macchiato. Oppure con un caffè all’americana. In ogni caso, certamente non siete soli nell’averlo fatto. In effetti, il caffè è una delle bevande più bevute del pianeta. 2,25 miliardi di tazze al giorno. Ed è anche una delle materie prime più scambiate. Però, prima di arrivare nella vostra tazza o tazzina, il caffè fa un lungo viaggio. Vediamo di scoprirlo.

Il caffè è prodotto principalmente in Sud America, Asia e Africa. Le varietà più usate sono due. Coffea arabica, la più conosciuta ed usata al mondo. Sapori complessi, non troppa caffeina. E’ la base di miscele di qualità conosciute come Arabica. Coffea canephora è più forte e più amara. Ha anche più caffeina ed è la varietà più usata per gli espressi. E’ alla base delle miscele conosciute come Robusta. In ogni caso il viaggio che fanno è lo stesso.

Si inizia con la coltivazione. Le piante sono mature per il raccolto a 4-7 anni. La durata media di una pianta è 25 anni. Si passa poi al raccolto delle bacche. Ognuna contiene due chicchi di quello che chiamiamo caffè. La raccolta può essere sia a mano che meccanizzata. Le bacche sono poi essiccate, con due metodi. O utilizzando il sole oppure macchinari che utilizzano vapore. In questo modo si espongono i semi all’interno, che sono verdi in origine. I chicchi di caffè verde vengono poi mondati, puliti, ordinati e (a volte) classificati.

Dal seme alla miscela: la catena del valore del caffè

Il caffè viaggia attraverso il mondo per essere tostato. L’anno scorso ne sono state spedite 7,3 milioni di tonnellate. Per quasi 20 miliardi di dollari di controvalore. Per prepararli per il consumo, i chicchi di caffè devono essere tostati. Nel farlo, diventano più scuri, oleosi e saporiti. A seconda di come vengono tostati, il sapore del caffè cambia parecchio. Ovviamente, dopo la tostatura, sono impacchettati, scartando i chicchi imperfetti. Dalle fabbriche di lavorazione i chicchi sono spediti ovunque. Le spedizioni vanno ai rivenditori, ai negozi specializzati e, in alcuni casi, direttamente al consumatore.

Quando il caffè viene acquistato, si può prenderlo in polvere (comune da noi). Od acquistarlo in chicchi e poi macinarselo da soli. Od anche farselo macinare nelle torrefazioni, oggi molto meno comuni di una volta, però. Da noi si beve l’espresso. O fatto con la moka o con le macchine di nuova generazione a capsule od a cialde. Una tazzina consuma, in media, da 5 a 7 grammi di caffè.

La scelta del mondo del caffè è resa possibile da questa catena di fornitura strutturata e complessa. Il caffè non è solo una bevanda, dopo tutto. E’ un business.

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