DAD – didattica a distanza

Johann Gutenberg di Magonza. Chi era costui? Di famiglia nobile, orafo e tipografo, ha una vita travagliata. È passato alla storia come l’inventore della stampa per avere pubblicato, nel 1455, il primo libro con i caratteri mobili. Una Bibbia. Nasce la stampa. Niente sarà più come prima.

La stampa cambia il mondo

Cosa avranno rimuginato i ben pensanti del tempo, di fronte ad una novità rivoluzionaria, pericolosa, forse demoniaca, come quella della stampa? Ah! I bei tempi andati! Meglio l’immobilismo. Se tutti possono imparare a leggere e a scrivere le classi che vogliono, con la conoscenza, dominare il mondo, sono in pericolo. L’ignoranza è funzionale ad un certo potere, sia laico che religioso.

È risaputo e le neuroscienze lo confermano. L’essere umano è abitudinario. Cambiare abitudini siano queste semplici o complesse è sempre un problema. Spesso un  vero tormento. Lo sa bene, muovendosi tra conscio ed inconscio, la psicoterapia che ha, come obiettivo finale, una modifica di ciò che, per un soggetto è disfunzionale. Quindi un cambiamento.

La stampa come spinta al progresso dell’umanità

Nel Medioevo, nei monasteri sparsi sul continente europeo, gli amanuensi copiavano testi antichi e moderni permettendone così una diffusione anche se molto, molto limitata. È intorno al 1300  che arriva in Europa, dalla Cina la tecnica della xilografia. Possedere libri e, ancor più, essere in grado di leggerli era quindi, nel ‘400 un segno di potere. Leggere e scrivere è attività riservata ai signori e ai clerici.

Con l’avvento della stampa i libri diventano via via più accessibili ad un pubblico più vasto fattore che va a determinare trasformazioni significative sul piano lavorativo, sociale ed economico.

DAD – didattica a distanza

La DAD, didattica a distanza, non consiste nell’insegnamento tradizionale con strumenti digitali. Si tratta invece di un metodo didattico innovativo dove gli studenti, in contatto virtuale, con i docenti, acquisiscono in modo autonomo conoscenze e sviluppano competenze. Un’opportunità quindi.

Attualmente una necessità, determinata dal Sars CoV-2, e che può essere la chiave di volta  per un futuro diverso. Certo non si può negare che la vicinanza dei compagni, la presenza di educatori, maestri e professori, i sorrisi, gli abbracci, abbiano un ruolo importante nella formazione. Ma sta proprio nella funzione degli insegnanti, fornire agli alunni gli strumenti per comprendere, cioè capire intellettivamente ed emotivamente ciò che sta accadendo torno torno nel mondo. Si tratta di un affaruccio che non capita proprio tutti i giorni: è una pandemia. Un momento drammatico nella storia dell’umanità. Noi ne siamo tutti, nessuno escluso, ob torto collo, protagonisti e comparse.

A  che serve  ripetere il mantra della disperazione per la didattica a distanza? E’ proprio del    “maestro” accompagnare, con amore, l’alunno alla scoperta del sapere, alla conoscenza del nuovo. Anche del digitale.

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