Da sinonimo di intelligenza il disordine in casa diventerebbe patologico per la psicologia quando vi sono questi segnali

La mente umana è un campo sconfinato che non smette mai di sorprenderci nel bene e nel male per la sua imprevedibilità. Sebbene anche i comportamenti meno comprensibili potrebbero trovare spesso una spiegazione.

Diversi studi negli anni hanno puntato la propria attenzione ad esempio sul disordine delle persone. Secondo alcuni, potrebbe essere indice di intelligenza e creatività. Nel caos, infatti, si troverebbe ispirazione e si partorirebbero più idee.

Una conclusione che potrebbe risollevare gli animi dei più disordinati, se non fosse che in determinati casi la situazione potrebbe essere molto più critica. Infatti, vi sono situazioni in cui ciò sarebbe piuttosto spia di un problema di fondo.

Il disturbo

È risaputo quanto la nostra mente possa influenzare la nostra salute, tanto è vero che talvolta potrebbe portare a vere e proprie manifestazioni di malessere. Basti pensare ad alcune condizioni in grado di generare tachicardia e iperventilazione.

Fobie, manie e disturbi compulsivi farebbero vivere male le persone, circostanza che potrebbe manifestarsi anche attraverso il disordine.

Infatti, da sinonimo di intelligenza il disordine in casa diventerebbe patologico quando associato ad alcuni comportamenti.

Si tratterebbe di un vero e proprio disturbo, quello dell’accumulo o disposofobia, parola dall’etimologia mista. Deriverebbe infatti dall’inglese dispose, mettere in ordine, e dalla parola greca fobia che significa paura. Indicherebbe dunque propriamente la paura di mettere in ordine e di sistemare.

Chi ne soffre tenderebbe ad accumulare compulsivamente oggetti senza utilizzarli e ciò comprometterebbe la casa. Si rivelerebbe una tendenza di intralcio nelle azioni quotidiane, tanto è vero che arriverebbe perfino a incidere negativamente sull’igiene domestica.

Da sinonimo di intelligenza il disordine in casa diventerebbe patologico per la psicologia quando vi sono questi segnali

Nonostante le difficoltà derivanti dall’accumulo, poiché andrebbe a limitare gli spazi, chi ne è affetto non riuscirebbe a farne a meno.

Si instaurerebbe una sorta di legame con gli oggetti che impedirebbe al soggetto di separarsene, anzi il solo pensiero potrebbe essere fonte di angoscia. Probabilmente alla base vi sarebbe il pensiero di un valore, di vario tipo, che gli oggetti potrebbero aggiungere un domani alla persona.

Secondo quanto riportato da Humanitas, vi sarebbero alcuni segnali di allarme da cogliere.

Spie del disturbo sarebbero le continue discussioni nell’ambiente domestico per quanto concerne il disordine, nonché la procrastinazione a riordinare. La persona che accumula, inoltre, manifesterebbe difficoltà nella gestione economica domestica, anche perché farebbe più scorte del necessario. Potrebbe poi arrivare a non intrattenere più alcuna vita sociale.

Nel caso dovesse intervenire un convivente a gettare le varie cose accumulate, ciò non avrebbe effetti benefici. La situazione dovrebbe affrontarsi sotto un altro punto di vista e il soggetto avrebbe bisogno di apposite cure.

Potrebbe aiutare una terapia cognitivo comportamentale che coinvolga anche le persone vicine. Infatti, sia queste ultime che il paziente dovranno avere consapevolezza della malattia.

Allo stesso tempo, la terapia potrebbe riuscire a influenzare positivamente le convinzioni del paziente e le sue decisioni. Di conseguenza potrebbe condurlo a uscire da una situazione che si rivelerebbe un circolo vizioso deleterio per sé e per gli altri.

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