Da oggi andremo tutti in giro con una castagna in tasca dopo aver scoperto questo beneficio

castagna

L’autunno è la stagione delle castagne che in tanti usano in cucina per preparare dei deliziosi piatti. E non solo per il classico castagnaccio o per le caldarroste delle quali tanti vanno ghiotti. Non solo per il loro gusto, ma farebbe bene mangiare castagne anche per altri motivi.

Ovvero, se vogliamo beneficiare delle loro proprietà nutritive che dovremmo far bene a conoscere. Così come sapere quando dovremmo evitare di mangiare castagne e, soprattutto, perché.

Sono queste le proprietà delle castagne e faremmo bene a conoscerle

Va subito fatta una importante premessa. Un etto di castagne sarà anche buono, ma ha un prezzo. Infatti, 100 g di castagna hanno in dote ben 165 calorie. Di queste, l’84% è composto da carboidrati e quindi ben si capisce chi non dovrebbe mangiare castagne. Ovvero una persona che sta seguendo la dieta o che è in sovrappeso. O, se non mangiarle del tutto, almeno farlo con parsimonia, senza esagerare. Insomma, l’esatto opposto della barbabietola, cibo considerato meno calorico al Mondo.

È un cibo ad alto contenuto di fibre e questa è una delle sue caratteristiche positive più apprezzate. In più, non essendo un alimento particolarmente ricco di ossalato, si avrebbe meno rischio di calcoli renali. Le castagne sarebbero particolarmente preziose nell’infanzia, oltre che nell’età adulta, essendo una fonte importante di acidi grassi essenziali, in particolare di acido linoleico. Attenzione, però, poiché le nostre castagne potrebbero essere una fonte di allergeni. Eccedere con le castagne, in alcuni soggetti, potrebbe portare alla sindrome del colon irritabile.

Come cucinarle in padella con dei trucchi preziosi

Quali sono i benefici delle castagne lo abbiamo evidenziato, ma come dovremmo cucinarle? Per prima cosa, è fondamentale inciderle per 2-3 cm, per il lungo, a seconda che siano meno o più grosse. Attenzione, però, a non rovinare la polpa quando andremo a tagliarle. Una delle difficoltà, una volta cotte, è levare bucce e pellicina. Per facilitare l’operazione dovremmo semplicemente lasciarle in acqua, incise, per circa 30 minuti e il gioco è fatto.

Non dobbiamo asciugare le castagne, ma facciamole subito cuocere in una padella coperta per 20 minuti, a fuoco moderato, mescolando. Questo, ovviamente, se non abbiamo una padella bucata, che è l’ideale per le caldarroste. Infatti il fuoco finisce per lambire le nostre castagne, evitando però di bruciarle troppo. E le bucce delle castagne dove vanno? Vanno buttate nell’umido, o meglio ancora, possiamo usarle come concime per le piante. Dovremo sminuzzarle il più possibile e mischiarle con la terra. Del resto, anche con le bucce delle patate si possono fare molte cose.

Per non cuocere delle castagne marce, invece, dovremmo usare il trucco della bacinella di acqua. Quelle che dovessero venire a galla, infatti, andrebbero buttate via senza farci perdere tempo in cucina. Attenzione, però, a non lasciar passare troppo tempo dalla raccolta. In genere, massimo una settimana e poi dovremmo cuocerle e consumarle. L’importante è che le si conservi in un luogo asciutto, a temperatura ambiente e avvolte da carta di giornale.

Da oggi andremo tutti in giro con una castagna in tasca ed ecco quanto durano una volta raccolte

Non tutti sanno, poi, che le castagne possono essere congelate. Le dobbiamo mettere in un sacchetto di plastica per alimenti, facendo uscire l’aria di troppo, prima di chiuderlo. Mettiamo in freezer. Quando decideremo di mangiarle, dovremmo levarle dal freezer e lasciarle almeno 72 ore a temperatura ambiente. Controllando che non siano ammuffite.

Se, dopo aver fatto le caldarroste, dovessero avanzare, non dovremmo far altro che farle raffreddare e metterle in frigo. Va benissimo farlo con il loro guscio. Le castagne, poi, non hanno un abbinamento di vino ideale, anche se il rosso potrebbe sposarsi di più. E da oggi andremo tutti in giro con una castagna in tasca. Un vecchio consiglio della nonna suggerisce, infatti, di tenere una castagna matta, o selvatica, in saccoccia. Che sono quelle dell’ippocastano e non si possono mangiare, perché tossiche. Il perché è presto spiegato. Un’antica credenza affermava che la castagna in tasca avrebbe il potere di tenere lontano tutti i virus del raffreddore. Così come la tosse.

C’è anche chi le fa macerare nel vino, perché una volta questo metodo era considerato particolarmente afrodisiaco. In cucina le nostre castagne, oltre che nel metodo che abbiamo visto, ovvero cotte in padella, hanno altri utilizzi. Magari in una zuppa di verdure, dopo averle arrostite, potrebbero essere cotte. Così come dovremmo provare il purè di castagne che viene usato per farcire le verdure. Oltre a ricordare che la farina di castagne è usata da tanti cuochi per preparare degli ottimi e gustosi dolci.

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