Curva dei tassi e proiezioni sul ciclo economico: dove si sta andando?

Come evolverà il ciclo delle principali economie mondiali?

Un modo per proiettarlo è seguire la previsione che su questo tema fanno i mercati tramite la curva dei rendimenti dei titoli di stato dei diversi paesi.

Considerando l’inclinazione della curva, che congiunge i tassi alle diverse scadenze, e considerando la differenza tra tassi a diverse scadenze, possiamo comprendere quali previsioni i mercati formulino sulla salute economica dei diversi paesi.

Un po’ di sorprese e qualche conferma è quanto emerge da questo tipo di analisi.

USA: pur inclinata positivamente, la curva dei tassi statunitense evidenzia una economia che, a differenza di quanto stabilito da organismi ufficiali, non cresce.

Lo spread tra rendimenti ad 1 anno a 10 anni è passato dell’1,03 di un anno fa, a 0,95, prevedendo quindi un tasso di crescita inferiore all’1 per cento ed in contrazione.

Italia: stupisce, ma neppure tanto, vista la precedente rilevazione della curva dei rendimenti, l’indicazione in ripresa per il bel paese, che passa da un dato già positivo di un anno fa, uno spread di crescita a 10 anni dell’1,4, al 2,47 per cento attuale, quindi una proiezione positiva, decisamente diversa da quella prospettata per gli USA.

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Secondo me con i metodi di Gian Piero Turletti si può avere sia una visione anticipata di quello che poi capiterà sui mercati, sia segnali trend following, di conferma, desunti dai metodi stessi.
Cimatti Mario Marco

Germania: prevista in ripresa l’economia tedesca.

Pur ancora stagnante sino alla scadenza biennale, a dimostrazione di una situazione destinata a non mutare nel breve termine, si rivela in ripresa il tratto centrale della curva.

Gran Bretagna: pur con una curva ancora moderatamente ribassista a partire dalla scadenza ventennale, quindi con previsioni di problematiche sul lungo termine, è prevista invece in miglioramento l’economia inglese sul tratto compreso tra scadenza annuale e decennale, che passa dalla rilevazione di uno spread dello 0,6 di un anno fa allo 0,92 attuale.

Cina: prevista in difficoltà la situazione cinese con uno spread tra 1 e 10 anni che passa dalla rilevazione dello 0,6 di un anno fa all’attuale 0,18, peraltro con una traslazione di tutte le scadenze verso maggiori tassi, a conferma di maggiori tensioni finanziarie.

Giappone: ancora stagnane la situazione giapponese, con una curva piatta sino alla scadenza settennale e con uno spread praticamente invariato, rispetto ad un anno fa, tra le scadenze annuale e decennale.

Australia: tra i paesi previsti in maggior crescita l’Australia, con uno spread sulla scadenze tra un anno e 10 anni praticamente raddoppiato in un anno, essendo passato da circa mezzo punto percentuale ad oltre l’1 per cento.

 

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