Curva dei rendimenti italiana: problemi in corso per l’economia?

Se sino a poco tempo fa la curva dei rendimenti italiana era tra le poche rialziste, ora si è sostanzialmente appiattita nel tratto sino ai tre anni.

Questo è un segno che i mercati non stanno cogliendo elementi positivi nella situazione macro e nella politica economica, che il nuovo esecutivo sta esprimendo in vista della finanziaria.

Curva dei rendimenti italiana ed elementi di tensione

Come noto, la curva dei rendimenti è particolarmente sensibile alle prospettive della finanza pubblica.

Certo, influiscono sulla sua dinamica anche elementi internazionali.

Ma le prospettive di finanza pubblica che derivano dall’aggiornamento del Def, unitamente alla situazione economica, sono convincenti per i mercati?

Diatribe politiche

Evidentemente no, intanto per le solite diatribe politiche, al netto anche di eventuali elementi internazionali.

Come avevamo rimarcato in precedenti analisi, anche la scissione del PD, aveva fatto emergere dei distinguo, che nella predisposizione del Def già hanno trovato occasione di manifestarsi.

I renziani, facendo fronte comune con i pentastellati, si sono opposti ad una rimodulazione dell’Iva, ottenendo che alcuna aliquota venisse ritoccata al rialzo.

Problema coperture e curva dei rendimenti

Peccato che sul fronte coperture l’impostazione presenti diversi elementi di scarsa credibilità.

Diverse presunte coperture sono appunto mere ipotesi di entrate da recupero dell’evasione fiscale, ma restano ipotesi.

Intanto perché una maggior diffusione di mezzi di pagamento tracciabili difficilmente può essere imposta.

Inoltre perché la maggior parte dell’evasione fiscale non deriva certo dalle  transazioni quotidiane per acquisto di beni o servizi, ma dai grandi giri d’affari spesso  legati a società estere.

Per raggiungere obiettivi significativi in tale ambito occorrerebbe veramente una forma di collaborazione internazionale tra Stati, che vada oltre quella attuale.

Molte società,  fanno già transitare su conti esteri, anche quindi con strumenti tracciabili, il corrispettivo di determinate operazioni.

Ma anche se risultasse al fisco che un determinato giro d’affari è stato oggetto d’evasione, non ha certo giurisdizione diretta su un paese estero, e se la società in questione non ha beni legalmente aggredibili sul territorio italiano, la cosa spesso finisce lì.

Gli attuali livelli di cooperazione internazionale non consentono certo di centrare l’obiettivo di recuperare pienamente quello che sarebbe legittimo, invece, recuperare.

Problema degli strumenti di pagamento

Non resta, all’ennesimo governo che grida all’evasione, che rivolgersi contro l’evasione di italiani in territorio italiano.

Infatti su questa problematica dell’evasione internazionale che, se risolta, consentirebbe il recupero di almeno alcune decine di miliardi, a quanto pare il governo Conte fa scena muta.

Anzi ci si indirizza la propria attenzione a quei consumatori che, per età o per mentalità, non sono comunque propensi all’uso di strumenti come le carte di credito. Fermi restando problemi come le commissioni bancarie, la clonazione sin troppo facile di tali strumenti, e i problemi di funzionamento.

Appiattimento della curva

Di tali problematiche e dell’impatto,valutato non positivo, dell’impostazione data alla finanziaria, sono consapevoli i mercati. E quelli obbligazionari hanno appiattito la nostra curva dei rendimenti, una prospettiva non certo esaltante.

Per  comprendere infatti come i mercati valutino la situazione della finanza pubblica, bisogna guardare alla curva dei rendimenti.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

Approfondimento

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