Curare la tosse estiva con la malva

E’ una pianta spontanea, comunissima, rallegrata da delicati fiori viola, conosciuta da tutti per le sue qualità idratanti, sfiammanti di ogni irritazione sulla pelle. La malva è anche nota per la cura delle prime forme catarrali dei neonati, per sfiammare il colon e depurare l’intestino. Anche la sua decisa azione nella cura delle malattie renali non è molto reclamizzata. Vediamo oggi come la malva risulti invece fondamentale in questi casi.

Conosciuta fin dai tempi di Ippocrate

Si trova in qualsiasi habitat e in tutte le stagioni. Si può raccogliere in estate e mettere a seccare, ma anche nel congelatore. Il fusto è legnoso alla base, le foglie sono picciolate a 5-7 lobi, con margine dentato, talvolta ricoperte di peli. I fiori sono di colore rosa-violaceo con striature più scure. La malva, frequente nei prati e luoghi incolti di pianura e collina, è spesso spontanea negli orti e nei giardini.

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Virtù emollienti riconosciute da sempre

Le virtù emollienti della malva sono conosciute e apprezzate sin dai tempi antichi. Infatti il suo nome deriva dal termine latino mollire cioè “capace di ammorbidire”. I Greci la chiamavano malachè, che significa “rendere morbido”. Anche Ippocrate la raccomandava per le sue proprietà emollienti e lassative. Curare la tosse estiva con la malva. Si può sfruttare questo aspetto in modo piacevole, gustandola nelle minestre o lessata e condita con olio e sale.

Le mucillagini benefiche

Curare la tosse estiva con la malva. I fiori e le foglie della malva sono ricchi di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo. Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le protegge da agenti irritanti. Le mucillagini della malva possono formare una sorta di gel, ideale per curare faringiti e irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti.

Curare la tosse estiva con la malva

Per uso interno, si prepara un decotto mettendo foglie e fiori nell’acqua fredda e poi portando a ebollizione per qualche minuto. Si può bere dopo circa dieci minuti di infusione. Per potenziare la sua azione, si devono sminuzzare foglie e fiori. Si lasciano a macerare per cinque ore in acqua fredda prima di mettere a bollire. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo al momento del bisogno in caso tosse, colite, o stitichezza. Per una cura intensiva, si parte dal macerato a freddo. 10-15 grammi di fiori e foglie sminuzzate devono stare immerse in acqua fredda per almeno 5 ore. Da questa operazione si ottiene la migliore estrazione di mucillagini. La tisana alla malva si deve da bere al mattino, per le sue proprietà sfiammanti e sgonfianti grazie all’azione della malvina e della malvidina. In pieno inverno, quando la tosse si scatena, si ottiene un risultato modesto con la tisana secca acquistabile in erboristeria. Dunque è meglio metterla da parte ora, secca o congelata.

Curare la tosse estiva con la malva

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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