Cuore sano e in buona salute grazie a queste strategie di prevenzione spesso sottovalutate

Come ogni anno, il 29 settembre coincide con la Giornata Mondiale del Cuore. Questa campagna, promossa dalla World Heart Federation, è volta a informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Oltre alle soluzioni chirurgiche e mediche, infatti, il primo grande alleato della salute del cuore è la prevenzione. Nelle prossime righe scopriremo quali sono le principali strategie e cosa possiamo fare nel quotidiano per scongiurare le patologie cardiovascolari.

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Infatti, si potrebbe avere un cuore sano e in buona salute grazie a queste strategie di prevenzione spesso sottovalutate

Come riporta l’Humanitas Research Hospital, esistono due tipi di prevenzione:

  • quella primaria, quando riguarda persone sane, ma che devono evitare i rischi di sviluppare patologie cardiovascolari;
  • quella secondaria, riferita ai soggetti già colpiti da infarto o altre patologie cardiovascolari.

La prevenzione primaria

La prevenzione primaria consiste nel modificare lo stile di vita e ridurre i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari.
Per farlo, è necessario introdurre delle sane abitudini nella routine quotidiana. Ad esempio, bisogna seguire una corretta alimentazione, prediligendo la dieta mediterranea. Quindi sono ottimi i cereali, i legumi, la frutta, la verdura, il pesce e le carni magre. Gli alimenti da evitare, invece, sono i cibi troppo salati, o grassi, i fritti e i dolci.

Sempre riferendoci allo stile di vita, bisogna anche smettere di fumare e mantenere il corpo sempre in allenamento, con esercizi soprattutto aerobici.
Inoltre, è fondamentale tenere sotto controllo i livelli di colesterolo, della pressione arteriosa e della glicemia.

La prevenzione secondaria

La prevenzione secondaria, come già anticipato, si rivolge invece a soggetti già colpiti da patologie cardiovascolari e quindi clinicamente considerati malati cronici.
Chi ha già avuto un infarto, o uno scompenso cardiaco, dovrebbe seguire i consigli descritti prima, ma non solo. Infatti, ad un corretto stile di vita, andrebbero affiancati anche una terapia farmacologica mirata ed un costante monitoraggio della salute del cuore.
Quindi, potrebbero esserci più possibilità di avere un cuore sano e in buona salute grazie a queste strategie di prevenzione spesso sottovalutate.

Come monitorare la salute del cuore

L’attività di monitoraggio può essere effettuata sia in ambito domestico, sia con esami clinici approfonditi. Per quanto riguarda il primo caso, ad esempio, si può controllare la frequenza cardiaca, usando dei misuratori elettronici, come un cardiofrequenzimetro o un saturimetro. Questo parametro si potrebbe monitorare anche utilizzando degli smartwatch.
Oppure si può controllare sentendo il polso arterioso carotideo, o radiale.
Quello carotideo consiste nell’appoggiare e premere leggermente i polpastrelli delle dita (indice, medio e anulare) appena sotto la mandibola. Quello radiale, consiste invece nel premere i polpastrelli sul polso, all’altezza del pollice. In entrambi i casi, bisognerà contare i battiti nell’arco di un minuto.

I valori normali a riposo sono nell’intervallo tra 60 e 100 battiti al minuto. Al di sotto di parla di bradicardia, al di sopra di tachicardia. Tuttavia, la frequenza cardiaca può dipendere anche da altri fattori, come l’età, l’attività sportiva, o la presenza di febbre.
Il primo passo per una corretta valutazione, comunque, è la vista dal cardiologo, che dopo l’anamnesi e gli esami fisici, prescriverà nel caso ulteriori accertamenti.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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