Cucinare come un pirata dei Caraibi, la purea di banane all’amerindia

Nella precedente puntata di “Cucinare come un pirata dei Caraibi”, abbiamo parlato delle preziose testimonianze lasciate da Padre Labat sulla cucina piratesca. Altrettanto importanti sono gli scritti di Alexandre Olivier Exquemelin, scrittore e (soprattutto) pirata francese.

Arruolatosi nel 1666 con la Compagnia Francese delle Indie Occidentali, Exquemelin salpò alla volta di Tortuga. Lì, ben presto, entrò in contatto con il bucaniere Henry Morgan, di cui divenne fedele compare di scorribande.

Restò con i pirati per quattro anni, durante i quali scrisse gli appunti per “De Americaensche Zee-Roovers”, ancora oggi la più importante fonte di storie sui pirati.

Anche il lascito di Exquemelin parla spesso degli usi gastronomici dei filibustieri. Ricorda i banchetti come fulcro di avventure e racconti, soffermandosi sulle ricette preparate con particolare minuzia.

Oggi parliamo di una salsa che non poteva mancare sulla tavola di un pirata: la purea di banane all’amerindia.

Cucinare come un pirata dei Caraibi: la purea di banane all’amerindia

Gli ingredienti sono pochi e di facile reperimento per tutti. Per la purea di banane all’amerindia abbiamo bisogno di:

a) quattro banane semi-mature

b) un cucchiaio di burro salato

c) un pizzico di peperoncino (antillano, nella tradizione, ma possiamo accontentarci).

Preparazione piratesca

Il nome originale del piatto è “nichela”. Exquemelin ci dice che è un piatto fondamentale nella dieta di un pirata. Infatti, la pietanza è ancora molto usata nella cucina caraibica.

La preparazione è la seguente. Preparata una buona brace, mettiamo sulla griglia le banane intere, compresa la buccia. Il trucco dei pirati per insaporire la pietanza è gettare qualche grano di peperoncino nel fuoco per aromatizzarne il fumo.

Una volta che la buccia è ben abbrustolita, togliamo le banane dalla brace e sbucciamole. Mettiamo le banane sbucciate in un recipiente e schiacciamole con una forchetta o un mortaio.

Aggiungiamo una noce di burro salato e mescoliamo, così da ottenere una salsa compatta, pronta per accompagnare le nostre portate principali.

Un altro metodo per ottenere la purea è tagliare le due estremità della buccia e far bollire le banane in acqua per 25 minuti, mezz’ora.

In ogni caso, otterremo un autentico piatto pirata per nuovi stimoli gastronomici.

Abbiamo visto, dunque, come cucinare, come un pirata dei Caraibi, la purea di banane all’amerindia.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo. Non conosciamo le abitudini alimentari ed eventuali intolleranze dei nostri lettori e per questo motivo si raccomanda di rivolgersi al proprio medico riguardo a cibi che potrebbero causare danni alla propria salute. In ogni caso è fortemente consigliato leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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