Crollo dell’occupazione nell’Eurozona, ma le Borse rimangono indifferenti

La prima giornata della settimana post Ferragosto delle Borse europee, termina quasi invariata. I mercati azionari sembrano voler consolidare le posizioni acquisite in vista di un settembre che si preannuncia movimentato.

Piazza Affari è risultata la peggiore, zavorrata ancora una volta dalle banche.

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Crollo dell’occupazione nell’Eurozona, ma le Borse rimangono indifferenti

I dati sulla drammatica perdita di posti di lavoro in Europa nel secondo trimestre dell’anno, non sembrano avere intaccato negativamente le Borse. Da aprile a giugno ben 4,9 milioni di posti di lavoro sono andati persi nei Paesi dell’Eurozona. Sono la metà di quelli creati dalla fine dell’ultima grande recessione economica.

C’è stato un crollo dell’occupazione nell’Eurozona, ma le Borse rimangono indifferenti. Un tracollo senza precedenti, a cui i mercati finanziari hanno reagito con totale noncuranza. Nella prima seduta dell’ottava post Ferragosto le principali Borse del Vecchio Continente hanno chiuso in lievissimo rialzo, di qualche decimo di punto.

A Milano l’indice Ftse Mib (INDEX-FTSEMIB), ha chiuso in calo dello 0,4%. I prezzi sembrano aver trovato un punto di equilibrio tra 19.900 e 20.000 punti. Per tutta la giornata si sono mossi in questo range. Da qualche seduta non scendono ma neanche salgono. Non è chiaro se gli scambi rarefatti, i bassi volumi, tarpano le ali a voli rialzisti, o fanno da rete a possibili discese.

I titoli in evidenza oggi in Piazza Affari

A penalizzare la performance della Borsa, ancora una volta hanno contribuito i titoli bancari e finanziari. Banco BPM tra le blue chip è stata l’azione più venduta, perdendo il 2,3%. Male anche Intesa che ha ceduto l’1,4%. È stata invece una seduta positiva per il titolo Ferrari. L’azione procede lentamente ma speditamente verso il ritorno sui massimi storici a 169 euro. Livello toccato prima del crollo seguito all’emergenza Covid.

Oggi i prezzi hanno chiuso a 166 euro, in rialzo di 8 euro rispetto all’apertura di lunedì scorso a 158 euro. Un rialzo a dispetto dei disastri che il team sta registrando in Formula 1, gran premio dopo gran premio.  Il superamento dei 167 euro spingerà il titolo verso i 170 euro. Mentre al ribasso la soglia da tenere sotto controllo è a 165 euro. Se i prezzi scendessero sotto questo livello arriverebbero a 163 euro.

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