Crescita economica, c’è da credere alla Commissione Europea?

La Commissione Europea guarda in positivo la crescita economica italiana. Ritiene che nel 2020, il Pil dovrebbe attestarsi sullo 0,3%. Lo si legge nelle previsioni economiche di inverno. Ma i membri europei guardano ancora con più ottimismo al 2021 ipotizzando un 0,6% di crescita. Oltre queste soglie non si andrà, anzi per restare con i piedi per terra, meglio volgere lo sguardo a rischi al ribasso.

Perché ci vedono in crescita?

Molti si domandano in base a cosa la Commissione Europea si mostra così fiduciosa. La Commissione Europea poggia la propria tesi in base al dato trimestrale del 2019 dove si registra un 0,2% in più per l’economia italiana. Ma i quattro trimestri del 2019 sono stati sempre in lenta crescita.

L’inflazione

Cosa si prevede per l’inflazione. Si parte dal dato consolidato dello 0,6% nel 2019. Le previsioni indicano un rialzo allo 0,8% nel 2020 e poi all’1,0% nel 2021. Questo minimo rialzo è dovuto alle pressioni sui prezzi attenuate dalla caduta dei prezzi dell’energia.

Cosa non va in Italia

Il settore dell’agricoltura e dell’industria ha avuto un calo di produzione. La stagnazione si è verificata anche nei servizi. Ad incidere la fragilità dell’ambiente esterno, che ha pesato sul commercio e sulle attività di investimento.

La Commissione Europea pensa positivo sulla crescita economica

Questo ottimismo della Commissione Europea lascia un po’ di stucco guardando la situazione geopolitica. Ma perché non credere nelle loro valutazioni. Secondo le rivelazioni la fiducia nell’industria è migliorata a gennaio. L’attività nei servizi, non influenzata dal debole ciclo industriale, dovrebbe sostenere la crescita del Pil reale nel breve termine.

I consumi privati

La Commissione Europea stima poi che “i consumi privati, sostenuti dal nuovo reddito minimo, dovrebbero sostenere la crescita nel periodo di previsione. Tuttavia, il reddito reale disponibile è previsto che aumenti solo moderatamente, mentre è probabile che le famiglie avvertano le ripercussioni dell’indebolimento del mercato del lavoro, mentre i risparmi precauzionali dovrebbero rimanere elevati”.

Investimenti

Nel 2020 gli investimenti delle aziende saranno ridotti, poi un miglioramento delle prospettive della domanda e delle favorevoli condizioni di finanziamento daranno uno slancio nel 2021. Un aiuto potrebbe giungere dall’aumento degli investimenti pubblici.

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