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Cresce l’angoscia per una pioggia di tasse che sta per colpire i nostri risparmi

Nella ultima conferenza stampa di presentazione del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM), il Premier Conte ha fatto una dichiarazione allarmante. Ha fatto accenno a possibili nuove imposizioni fiscali e a tagli di spesa a causa dell’incremento debito pubblico. E così tra gli italiani, adesso cresce l’angoscia per una pioggia di tasse che sta per colpire i nostri risparmi.

Il debito pubblico potrebbe andare fuori controllo

Il tema del debito pubblico che sta esplodendo, inizia a preoccupare il Governo. All’interno della maggioranza ci si sta rendendo conto che tutti i soldi finora presi a prestito non sono gratis. Quelli ottenuti con l’emissione di titoli di Stato, i soldi del SURE e quelli che arriveranno dai Recovery Plan, prima o poi andranno restituiti.

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Facciamo due calcoli. Il Premier Conte in conferenza stampa ha dichiarato che da marzo a oggi risultano spesi 70 miliardi. Altri 16 arriveranno dal fondo europeo SURE e altri 209 arriveranno dal Recovery Plan. Di questi ultimi, 89 miliardi saranno a fondo perduto ma 120 saranno prestiti, che andranno restituiti e che graveranno sul debito pubblico.

Questi 120 miliardi sommati ai 70 delle varie manovre e ai 16 del SURE, fanno un ammontare di oltre 200 miliardi di prestiti. Soldi che porteranno il debito pubblico probabilmente oltre il 160% e che dovranno essere restituiti. La domanda è: come potranno essere restituiti?

Cresce l’angoscia per una pioggia di tasse che sta per colpire i nostri risparmi

Ci sono due strade. La prima è quella che seguono tutte le aziende sane. Prendono soldi a prestito dalle banche, investono, creano ricchezza e con parte dell’utile restituiscono il capitale con gli interessi.

Ed è quello che dovrebbe fare il Governo. Investire i miliardi a disposizione in riforme e progetti che creino ricchezza per il Paese, attraverso una crescita del PIL per i prossimi decenni.

Peccato che già 70miliardi siano stati impiegati per bonus, sussidi, sostegni. Ovvero una spesa improduttiva. Certamente importante per proteggere una economia in caduta. Purtroppo, fatta senza un progetto di rilancio della crescita, che affiancasse questi provvedimenti.

La seconda strada è quella di reperire risorse all’interno del Paese per ripagare i debiti. Come? Lo ha detto il Premier Conte nella conferenza stampa di illustrazione del DPCM del 18 ottobre. Riferendosi al MES, ha specificato che prendendo questi soldi lo Stato sarà obbligato a mettere nuove tasse o a fare tagli di spesa. I fondi del MES ammonterebbero a 36 miliardi.

Attenzione ai vostri risparmi

Ora, anche i 200 miliardi sopra indicati sono prestiti e sono un importo che vale 5,5 volte i fondi del MES. Se per prendere il MES occorre fare nuove tasse e nuovi tagli, per rimborsare 200 miliardi, nuovi tagli e tasse saranno 5 volte tanto.

Gli italiani hanno accumulato negli scorsi mesi una fortuna sui conti correnti. Banca d’Italia calcola che i depositi sfiorino i 1.700 miliardi. Soldi tenuti in giacenza sui conti a causa delle incertezze dei mercati.

Ma quei soldi saranno veramente al sicuro? In Italia c’è già stato un precedente di patrimoniale sui conti correnti. Quello del Governo Amato fatto in una notte del luglio 1992.

Approfondimento

Per l’Italia il rischio default è concreto col Recovery Fund, se si verificano queste condizioni. Leggi qui cosa può accadere.

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