Creme solari vietate. Ecco dove

Creme solari vietate. Ecco dove. Ad Habardino in Russia nel primo mese di quest’anno si sono registrati 53 gradi, tutti sotto lo zero. Passando nello stesso periodo dall’emisfero nord a quello sud, troveremo certamente delle temperature più consone all’uso delle creme solari. Ci sposteremo verso regioni calde. Qui i pericolosi raggi UV picchiano più forte, invitandoci a ben spalmare sul nostro cormo una crema protettiva con un apprezzabile indice di protezione. Anche da noi in questo periodo caldo dell’estate mediterranea.

Ma attenzione. Questo gesto  innocuo e allo stesso tempo necessario, non sempre ha degli effetti positivi. Tanto è che un paese ne ha addirittura vietato l’uso. E con esso, fra poco anche altri. E’ chiaro che non stiamo parlando della Russia.

Se perciò, nelle nostre vacanze, avessimo deciso di volare verso l’Oceano Pacifico, controlliamo bene che sul biglietto aereo non ci sia scritta come destinazione Palau. In questa isola sono vietate le creme solari.

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Proteggere l’ambiente

Fino al 1994 era sotto il protettorato statunitense, oggi invece è indipendente. Con circa ventimila abitanti, è uno dei paesi più piccoli al mondo. Proprio perché piccolo, cerca di prendersi cura di quella che è la sua ricchezza naturale. In particolare delle acque oceaniche e della sua barriera corallina. 

I coralli stanno combattendo una battaglia contro il riscaldamento dei mari e l’acidificazione delle acque marine. Due fattori che portano come conseguenza il progressivo sbiancamento del corallo. 

La barriera corallina è fondamentale per tener lontano gli squali, che non possono passare attraverso di essa. Non solo, ma anche per proteggere le isole dal mare, quando questo mostra i muscoli.

Creme solari vietate. La barriera corallina

Le creme solari contribuiscono al fenomeno di sbiancamento del corallo. 

Utilizzano come elemento che protegge dal sole, l’ossibenzone. Questi ha la capacità di danneggiare geneticamente il corallo, attaccandone il DNA, con conseguenze per la sua crescita. La scoperta è stata fatta grazie ad uno studio di un gruppo di ricercatori. Pensate che alle Hawaii si è già perso l’80% dei coralli. 

Inoltre il corallo vive in simbiosi con delle alghe microscopiche, che sono anche il loro nutrimento. L’acidificazione dei mari, il surriscaldamento delle acque marine e, non meno importante, le creme solari, provocano la morte di queste microalghe e così anche del corallo. 

Ma a tutto c’è un alternativa: le creme solari biologiche o ecosostenibili. 

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