Covid-19 e fumo

La fonte dello studio sulla relazione tra coronavirus  e fumo è l’Istituto Superiore della Sanità. In particolare, riguardo agli effetti del fumo per i malati di Covid-19  si è espressa la dott.ssa Cecilia Invitti, responsabile del Servizio Lifestyle Medicine. L’Istituto Superiore della Sanità, basandosi sui dati raccolti dai pazienti cinesi infettati dal virus, ha ammonito sui danni dal fumo. Fumare, infatti, aumenta il rischio di infezioni respiratorie ed espone maggiormente i malati di Covid-19 alla terapia intensiva e alla ventilazione meccanica.

Al riguardo, il direttore del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss ha sostenuto: “Un terzo in più dei fumatori positivi al Covid-19 presentava all’atto del ricovero una situazione clinica più grave dei non fumatori, e per loro il rischio di aver bisogno di terapia intensiva e ventilazione meccanica è più che doppio”. Quindi, è evidente che tra le cause di aggravamento delle condizioni dei malati di Covid-19, vi è lo stile di vita tra cui principalmente fumo, droghe e alchool. Non a caso, in Italia gli uomini hanno il primato dei fumatori (7 milioni contro 4.5 milioni delle donne). Ciò, anche se la tendenza a fumare sta aumentando anche nelle donne che soffrono ormai di patologie polmonari come o perfino di più degli uomini. E’ stata rinvenuta, quindi una stretta correlazione tra fumo e vittime da Covid-19.

Le informazioni ufficiali sul fumo

Vale la pena di ricordare alcuni concetti: 1) NON ESISTE UN “LIVELLO SICURO” DI FUMO. Fumare anche solo una sigaretta al giorno per tutta la vita può causare gli stessi danni di chi fuma di più (tumori a polmone, vescica e pancreas e morte prematura). I fumatori che hanno smesso prima dei 40 anni hanno ridotto del 90% la probabilità di morire prematuramente per malattie legate al fumo e quelli che hanno smesso entro i 45-54 anni l’hanno ridotta di circa due terzi. 2) NON ESISTE UN PRODOTTO SICURO CHE CONTIENE TABACCO. Oltre alle sigarette, il tabacco è contenuto in sigari, pipe, narghilè (pipe ad acqua), bidis (tabacco in foglia essiccata dall’albero del tendu) e kretek (miscela di tabacco e chiodi di garofano) e prodotti da masticare, fiutare o sciogliere. Il fumo di sigaro contiene più sostanze tossiche del fumo di sigaretta, anche se spesso non viene inalato.

Tutti i prodotti a base di tabacco provocano tumori di bocca, esofago, polmone, pancreas e malattie cardiache. 3) NEL MOMENTO IN CUI SMETTI DI FUMARE SI VERIFICANO CAMBIAMENTI EVIDENTI.

Effetti

Dopo poche ore, si riducono le concentrazioni nel sangue di monossido di carbonio che riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno agli organi. Dopo 8 ore, la
Frequenza cardiaca e pressione arteriosa tendono ad abbassarsi. In 2 giorni, poi, si recuperano il senso del gusto e dell’olfatto. Il terzo giorno migliora la capacità polmonare. Tra le 2 e le 8 settimane, pelle e capelli riacquistano un aspetto più sano, la pelle diventa più elastica, le rughe si attenuano. Inoltre, migliora la respirazione, si stabilizza la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. In 3 mesi,

La tosse cronica sparisce, e l’aumento di peso inizialmente osservato, se accompagnato da un’alimentazione sana e da un’attività fisica regolare, si stabilizza. Dopo 5 anni,
si riducono il rischio di tumore polmonare e di malattie cardiache. Dopo 15 anni, la probabilità di rischio di tumore polmonare si riduce fino ad avvicinarsi a quella di chi non ha mai fumato. Pertanto, dati gli indici evidenti di incidenza del fumo sui decessi e gli aggravamenti dei pazienti di Covid, risulta quantomeno responsabile prendere in considerazione detti rischi. Di conseguenza, sarebbe opportuno aprire una riflessione sull’importanza di assumere stili di vita più compatibili con il mondo odierno. Quindi, occorre maggiore consapevolezza nella incidenza dei cd. cofattori che espongono a gravi patologie e ad una maggiore ricettività ai virus. Fattori, quindi, che a differenza dell’inquinamento e ad altri fattori esterni, sono più facilmente eliminabili in quanto “a discrezione del consumatore”.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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