Cos’è la mappatura nei della pelle e con quale frequenza va ripetuta 

 

 

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Un focus per capire cos’è la mappatura nei della pelle e con quale frequenza va ripetuta.

Il sole non è più quello di qualche anno fa. Alzi la mano chi non ha sentito, almeno una volta, pronunciare tale dichiarazione. Ed in effetti, tra buco dell’ozono e tassi d’inquinamento sempre più sopra i limiti di guardia, è sconsigliato esporre l’epidermide ai raggi del sole, senza un’adeguata protezione. Da qui l’allerta dei dermatologi di proteggere la pelle con creme solari con fattori di protezione sempre più alti. La pelle, infatti, non è solo il rivestimento esterno del corpo, ma è essa stessa un organo, anzi l’organo più esteso dell’apparato tegumentario. Vediamo ora di capire cos’è la mappatura nei della pelle e con quale frequenza va ripetuta.

Mappatura nei

Con la dizione di “Mappatura nevi/nei” s’intende una visita specialistica di tipo dermatologico. Il suo fine è quello di valutare, riportando testualmente la dizione tecnica dell’Istituto Humanitas, “la natura delle lesioni pigmentate del manto cutaneo”. Il neo, anche se potrebbe, sulle prime, apparire strano, è infatti una lesione della cute, o tumore benigno. Ed è proprio per prevenire e scongiurare che queste lesioni pigmentate della pelle da benigne, si tramutino in maligne, che si consiglia la mappatura dei nei.

Come si svolge la mappatura

Per una corretta diagnosi clinica, il paziente verrà quindi sottoposto ad un’attenta osservazione grazie anche ad un’adeguata illuminazione. Così, dopo una primissima visione d’insieme a occhio nudo, un discernimento più approfondito prevede il ricorso ad uno strumento ottico, il cosiddetto dermatoscopio. Con il suddetto strumento, dotato di una lente in grado di fornire ingrandimenti compresi tra 10 e 20 volte, l’indagine va molto più in profondità di un esame esterno. Stando ai dati riportati dall’Istituto Gavazzeni, al riguardo, la dermatoscopia è in grado di accrescere la capacità di riconoscere una lesione sospetta, dal 70% al 92% dei casi. E si sa, che più le diagnosi sono precoci e più si hanno possibilità di bloccare sul nascere le degenerazioni.

Cadenza consigliata

Quanto alle tempistiche, iniziamo col dire che la durata di una mappatura si aggira attorno ai 30 minuti di tempo. Peraltro è un tipo di visita che non richiede alcuna preparazione specifica, nè ha alcun tipo di controindicazione. Quanto alla cadenza con cui sottoporsi a questo monitoraggio, il consiglio di massima è quello di sottoporsi una volta all’anno allo screening. Ad eccezione, ovviamente, di sospetti cambiamenti visibili ad occhio nudo.

In casi del genere, meglio farsi fissare, senza indugio, un consulto. E si sa che il sole, in tutto questo, può giocare il suo ruolo nel contribuire a modificare la cartina dei nei sulla pelle. Ecco perché soprattutto in presenza di pelli particolarmente sensibili, è meglio non rischiare proteggendo la cute con creme in grado di schermare a sufficienza. Ecco dunque cos’è la mappatura nei della pelle e con quale frequenza va ripetuta.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

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