Cose che non sappiamo sui rumori dei locali pubblici

Ci sono cose che non sappiamo sui rumori dei locali pubblici che è bene sapere per difendersi con un’azione civile o penale. Anche se quei rumori, secondo noi, sono evidenti e palesemente insopportabili dovremo comunque produrre prove chiare in giudizio per sostenere le nostre ragioni.

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Meglio la tutela in sede civile o in sede penale?

Intanto vediamo un requisito comune ad ogni azione, o meglio comune ai rumori che vogliamo far cessare. I rumori devono essere tali da superare la soglia di “normale tollerabilità” come dice il Codice Civile.

Cose che non sappiamo sui rumori dei locali pubblici

L’esistenza del parametro della “normale tollerabilità” apre ad una serie di situazioni apparentemente incredibili. Per esempio se i rumori provengono da un’attività produttiva il giudice dovrà trovare un contemperamento tra il diritto dell’impresa di produrre ed il nostro diritto al riposo notturno. Primo avvertimento, quindi: il fatto che i rumori siano oggettivamente forti e che ci tengano svegli non è necessariamente sufficiente a renderli “intollerabili” secondo il codice civile.

Altro elemento che può stupirci. Il medesimo rumore non è sempre valutato allo stesso modo. Durante il giorno è maggiore quella che la legge definisce “rumorosità di base”. Saremo quindi costretti ad essere più tolleranti rispetto ai rumori provenienti da attività produttive o anche dai vicini di casa. Di notte, invece, la soglia di tollerabilità è più bassa perché bisogna garantire il riposo notturno.

La tutela dai rumori molesti

Prima di tutto vi suggeriamo di inviare ai vicini di casa o al gestore del locale pubblico una raccomandata di diffida chiedendo di sospendere l’attività rumorosa o quantomeno di contenerla.

Nel frattempo procuratevi una perizia fonometrica. Potrete rivolgervi all’apposito ufficio della vostra ASL di zona. I tecnici verranno presso la vostra abitazione muniti dei necessari strumenti per procedere alle misurazioni. Dovrete avere la pazienza di accoglierli in casa vostra sia di giorno che di notte, per verificare l’eventuale superamento dei decibel consentiti per legge nei diversi momenti della giornata.

Dovrete poi produrre la perizia in giudizio. Gli esiti della perizia verranno probabilmente contestati dalla controparte. A quel punto il giudice nominerà un CTU (Consulente Tecnico di Ufficio): si tratta di un tecnico di fiducia del giudice, iscritto in apposito elenco. Redigerà una perizia accurata su incarico del giudice stesso, con cui ci auguriamo possa confermare per intero quanto già risulti dalla vostra perizia fonometrica.

Diversa è invece la richiesta di tutela in sede penale. In questo caso il reato è disturbo della quiete pubblica. Quindi, per ottenere giustizia, non è sufficiente che quel rumore sia intollerabile per voi, ma occorre che disturbi un pubblico indistinto ed indeterminato. Occorre cioè che sia disturbata la quiete di tutto il circondario.

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