Cosa succede se vado in rosso sul conto corrente?

In un normale rapporto di conto corrente, la Banca fornisce al correntista servizi quali la gestione degli accrediti e addebiti, i servizi di pagamenti e la custodia dei depositi effettuati dal cliente. Eventuali altri servizi tra cui la concessione di credito verranno negoziati e contrattualizzati a parte.
Normalmente quindi, non è prevista la possibilità di utilizzare più denaro di quello precedentemente versato. Ma in alcuni casi può succedere che il totale delle spese sostenute dal cliente sia superiore a quanto depositato. Si parla di scoperto di conto.

Quindi, cosa succede se vado in rosso sul conto corrente?

Può accadere che spese impreviste come bollette salate o l’addebito di costi bancari inaspettati mandino in negativo il nostro conto corrente. In questi casi normalmente il cliente rientra effettuando un versamento o ricevendo un accredito da terzi e la situazione si risolve senza particolari problemi. Il cliente potrebbe però anche decidere di chiudere il conto  per evitare ulteriori spese. La banca non potrà subordinare l’estinzione del conto al rientro della passività, quindi Il conto verrà chiuso ma il debito contratto con la banca resterà. E dovrà essere saldato.

Se il saldo negativo sul conto dovesse superare la somma di 300 Euro o il 5% del fido eventualmente accordato, la banca chiederà al cliente di rientrare. Secondo le indicazioni della Banca d’Italia, questa comunicazione verrà inviata entro un mese e tre giorni dalla contabilizzazione del saldo negativo.
Anche in questo caso, la situazione può essere risolta dal correntista con un versamento di importo almeno pari al precedente “rosso”.

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Cosa farà la banca?

La banca, dopo aver notificato la situazione debitoria al cliente mediante lettera raccomandata, può agire in diversi modi a propria tutela. Inizialmente bloccherà gli strumenti di pagamento a disposizione del cliente che non potrà quindi utilizzare le carte di pagamento, effettuare bonifici o prelevare. Per quanto riguarda gli assegni, la banca non può impedire che il cliente ne emetta quando ha il conto in negativo. Ma eventuali assegni risulteranno certamente scoperti, con conseguente avvio delle procedure di protesto. E’ sempre essenziale quindi, verificare il proprio saldo prima di emettere un assegno.
La banca potrà anche procedere ad una compensazione con un altro conto intestato al correntista. Nel caso in cui non fosse possibile, potrebbe essere attivata una procedura di recupero crediti.
A seguito del protrarsi dello scoperto, la banca provvederà a segnalare il cliente quale “cattivo pagatore”. Questo potrebbe pregiudicare l’apertura di nuovi conti e anche l’attivazione di utenze domestiche.

Cosa succede se vado in rosso sul conto corrente? E cosa fare?
Nel caso in cu ci si accorga di avere un saldo negativo non autorizzato presso la propria banca, è sempre opportuno prendere contatto con la filiale di riferimento o il servizio clienti telefonico e concordare le modalità di rientro. La banca infatti, cercherà di mettere il cliente in condizione di rientrare delle proprie passività e questo potrebbe evitare ulteriori costi o segnalazioni in black list.

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