Cosa succede se si mette il GPS nell’auto del proprio coniuge?

I rapporti coniugali non sempre sono agevoli da gestire. Talvolta insorgono gelosie, intrighi che ci inducono a voler indagare su ciò che realmente fa il nostro partner. Ciò accade, il più delle volte, perché scorgiamo in lui o in lei dei comportamenti strani, imperscrutabili. Infatti, non manca chi ingaggia investigatori privati per scoprire eventuali tradimenti del proprio coniuge. Quindi, ci si chiede: cosa succede se si mette il GPS nell’auto del proprio coniuge? Naturalmente, il problema insorge allorquando l’apposizione del congegno avviene all’insaputa dello stesso. Preliminarmente, chiariamo che il GPS  è una tecnologia, sussistente anche negli smartphone, che consente la geolocalizzazione dell’apparecchio su cui è installato. Si tratta di una tecnologia oggi molto diffusa, integrata perfino negli smartphone, che permette di determinare la posizione geografica dell’apparecchio.

Legalità dei comportamenti presupposti

La risposta alla domanda, cosa succede se si mette il GPS nell’auto del proprio coniuge? E se tale comportamento è legale, soggiace a considerazioni preliminari. Infatti, apporre il congegno significa, in maniera più concreta, pedinare il proprio coniuge. Tale pedinamento, avviene, ovviamente non personalmente ma con l’aiuto di uno strumento tecnologico che consente l’identificazione immediata del luogo in cui il controllato si trova. Ebbene, ad onta di ciò che si potrebbe pensare, di per sé, pedinare una persona non è reato. Cioè, seguire una persona di nascosto non integra alcun illecito, salvo che il pedinamento non diventi continuato e persistente. Pertanto, il pedinamento insistente o invasivo può dar luogo a due tipi di reato:

1) reato di molestia, che punisce chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo. La pena prevista è quella dell’arresto fino a sei mesi e dell’ammenda fino a 516 euro.

2) reato di stalking, che si ha quando l’inseguimento sia in grado di ingenerare nella vittima un perdurante stato di ansia. Oppure quando la indica a temere per l’incolumità propria o altrui, ovvero la costringa a cambiare le abitudini di vita.

È legale installare un GPS nell’auto del coniuge?

Da quanto esplicato si deduce che, in linea di massima, è legale installare un GPS nell’auto del proprio coniuge, per seguirne i movimenti. Infatti, pur avvalendosi di uno strumento tecnologico, si tratterebbe di un pedinamento, lecito nei limiti sopra enunciati. Anche secondo la giurisprudenza, l’utilizzo del gps per rintracciare i movimenti di una persona è assimilabile al pedinamento e non costituisce ex se violazione di legge. Sussisterà, tuttavia, il rischio di incorrere nei reati o molestia, se l’attività in discorso inizia a diventare eccessivamente invasiva e molesta. Ben diversa è l’ipotesi di chi colloca un registratore nell’auto del proprio coniuge per ascoltare le conversazioni. In tal caso, invece, si configura un reato che è quello di interferenze illecite nella vita privata. Esso è punito, a querela di parte, con la reclusione da 6 mesi a 4 anni.

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