Cosa succede se il farmacista dà la medicina sbagliata e chi paga i danni?

Il medico non è l’unico che può sbagliare la prescrizione al paziente. Anche in farmacia si possono commettere errori per distrazione o per aver dato un suggerimento sbagliato. Vediamo cosa succede se il farmacista dà la medicina sbagliata e chi paga i danni.

Il farmacista è responsabile perché anche lui è un dottore. Per questo deve rispondere dei consigli sbagliati che dà al cliente che fa affidamento sulle sue competenze.

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Il farmacista è responsabile in due casi

È responsabile se consegna un farmaco diverso da quello indicato nella ricetta del medico perché la interpreta male. Oppure è responsabile se volontariamente suggerisce al paziente una medicina diversa da quella indicata dal dottore.

Il farmacista sceglie di dare un farmaco diverso

Tutti devono avere ben chiaro che il farmacista può consigliare solo i medicinali da banco, cioè quelli che non richiedono ricetta medica. Negli altri casi il farmacista non può decidere da solo e deve attenersi alla ricetta del medico.

Cosa succede se il farmacista dà la medicina sbagliata e chi paga i danni?

Il caso del farmacista distratto

Supponiamo che la ricetta ci sia e che il farmacista semplicemente la legga male e consegni una medicina diversa. La distrazione costa cara perché tecnicamente è una negligenza nell’esercizio di una delicata attività professionale.

Cosa può fare il cliente per tutelarsi

Il cliente può fare un’azione penale verso il farmacista chiedendo in quella sede anche il risarcimento dei danni subiti. Il farmacista rischia la reclusione da sei mesi a due anni.

Il cliente può agire verso il farmacista in due diversi casi. Il primo è quello della consegna di un medicinale diverso. Qui l’errore sembra più evidente e non ci sono dubbi sul fatto che il cliente possa fare causa al farmacista.

Ma il reato esiste anche se viene consegnata la medicina giusta in un dosaggio diverso da quello prescritto. L’errore non è meno grave. Basti pensare ad un farmaco salva vita per chi soffre di cuore. Anche il dosaggio è determinante e sbagliarlo comporta responsabilità professionale.

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