Cosa succede e come difendermi se non pago il mutuo

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In periodi di crisi come quello che stiamo vivendo viene naturale chiedersi cosa succede e come difendermi se non pago il mutuo. Gli italiani con un mutuo a carico ed un posto di lavoro a rischio sono infatti moltissimi. Per loro, oltre alla preoccupazione per il futuro lavorativo si somma anche la paura di perdere la propria casa. In un recente approfondimento abbiamo analizzato la direttiva comunitaria 17/UE/2016 e abbiamo visto che i cittadini sono ben tutelati. La banca può procedere al pignoramento solo dopo 18 rate non pagate. Insomma, non rischiamo lo sfratto per un semplice ritardo nel pagamento di una rata. Oggi capiremo proprio come possiamo tutelarci se, per qualsiasi ragione, non fossimo più in grado di onorare il nostro mutuo.

Dalla mora alla risoluzione del contratto

Nel momento in cui un mutuatario salta il pagamento di una rata, riceve una prima comunicazione bonaria da parte della banca. Normalmente i toni sono molto pacati, poiché la banca presume una semplice dimenticanza o un problema passeggero. In caso di mancato pagamento dopo la prima lettera, la banca potrebbe inviare un nuovo sollecito o richiedere la decadenza del beneficio del termine. Ai sensi dell’articolo 1186 del Codice Civile, il creditore può infatti pretendere l’immediato pagamento di tutto il debito residuo dal debitore insolvente. Si tratta però di una pretesa impossibile. Se non siamo in grado di pagare una singola rata, non potremo certo rimborsare l’intero mutuo in un’unica soluzione! Vediamo quindi cosa succede e come difendermi se non pago il mutuo e se ricevo questa comunicazione dalla banca.

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La segnalazione nelle banche dati

Una prima e quasi immediata conseguenza del mancato pagamento di più rate di mutuo sarà la segnalazione presso le banche dati. La nostra banca segnalerà quindi agli altri Istituti che siamo dei pagatori inaffidabili. In questo modo diventerà molto difficile per noi ottenere nuovo credito in futuro. La banca potrebbe anche bloccare ogni ulteriore concessione di credito nei nostri confronti. Potremmo dover restituire il libretto degli assegni e le carte di credito. L’eventuale fido diventerebbe presto inutilizzabile. Nel frattempo, inizieremmo a ricevere incessanti telefonate da parte di qualche operatore addetto al recupero crediti.

Il pignoramento

Vediamo ora cosa succede e come difendermi se non pago il mutuo per oltre 18 mesi. Questo, infatti, è il periodo di tempo che la normativa 17/UE/2016 richiede per autorizzare il creditore al pignoramento immobiliare. La banca potrà quindi far valere l’ipoteca iscritta al momento del rogito e chiedere al giudice di procedere all’asta giudiziaria. Per quanto il pignoramento sia un effettivo diritto della banca, è molto raro che quest’ultima decida di avvalersene. In primis, perché il debitore potrà presentare opposizione ai sensi degli articoli 515 e 617 del Codice di Procedura Civile. In secondo luogo, perché l’asta è un processo lungo, dispendioso e dal risultato incerto. Spesso gli Istituti preferiscono cercare un accordo con il debitore per recuperare almeno una parte di credito attraverso uno stralcio a saldo. Oppure cedere l’intera posizione ad una società specializzata. La quale a sua volta cercherà preferenzialmente un accordo con il debitore.

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