Cosa significa avere il fiato corto e come sapere se da problema passeggero potrebbe trasformarsi in una patologia

A tutti sarà capitato di avere una temporanea difficoltà a respirare. Per quella che è una cosa che, tra l’altro, può verificarsi per le ragioni più svariate. Per esempio, dopo una corsa affannosa, ma in certi casi anche al risveglio dopo aver avuto un incubo che ci ha spaventati. Così come anche una forte influenza può provocare situazioni temporanee di respiro affannoso, Lo stesso dicasi per chi soffre di crisi d’asma.

Pur tuttavia, quando il respiro si presenta affannoso anche in condizioni di riposo, allora occorre fare molta attenzione. In questo caso, infatti, la prima cosa da fare è quella di consultare un medico. Anche per capire se, quello che può sembrare un problema passeggero, può invece trasformarsi in una patologia. Nella fattispecie, una patologia che potrebbe essere collegata a eventuali problemi o disturbi polmonari oppure delle vie respiratorie.

Cosa significa avere il fiato corto e come sapere se da problema passeggero potrebbe trasformarsi in una patologia

Nel dettaglio, e in linea generale, la difficoltà respiratoria soggettiva viene definita come fiato corto o dispnea. Può essere passeggera, con una durata solo di pochi istanti, ma anche prolungata. Fino a manifestarsi come un problema non solo acuto, ma anche cronico.

Questa è, infatti, la risposta a cosa significa avere il fiato corto. Può portare anche ad agitazione, sudorazione notturna, ridotto livello di coscienza. In certi casi pure al battito cardiaco accelerato e a una condizione di fastidio e di disagio in sede toracica. Tutti sintomi per i quali, quando si manifestano, non ci deve essere mai tempo da perdere e bisogna consultare un medico.

Quando il fiato corto potrebbe essere essere solo un fattore del tutto passeggero

Mentre quando il fiato corto è passeggero, allora le cause in genere non sono legate a patologie polmonari o delle vie respiratorie, ma a situazioni che sono del tutto contingenti. Per esempio, in caso di ansia, di forte stress o anche di panico, il respiro può farsi temporaneamente affannoso pure in una situazione di riposo.

Al netto del consulto medico, che è sempre consigliato, in presenza di fiato corto ci sono dei rimedi immediati. A partire dal mantenere la calma per poi sdraiarsi supini con le mani sull’addome. Così come aiuta pure prima inspirare profondamente dal naso e poi espirare molto lentamente dalla bocca. Ripetendo magari l’esercizio più volte, se necessario, fino a quando non si avvertirà un sensibile miglioramento.

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