Cosa si rischia a lavorare in nero

Può capitare che le esigenze economiche e la stringente necessità mettano il lavoratore nella condizione di accettare un impiego in nero. In questi casi, a rischiare non è solo il datore di lavoro ma anche il dipendente quando si attestano alcune particolari situazioni. Cosa si rischia a lavorare in nero dunque?

Quando si accetta di prestare lavoro in nero, non è detto che le sanzioni giungano esclusivamente al datore di lavoro. Un contratto lavorativo è una garanzia a livello contributivo, sanitario e fiscale. Il lavoratore che no sottoscrive un contratto viola la legge e si espone alla totale mancanza di tutele. Oltre a questo, egli può incorrere in reati che prevedono sanzioni ed eventuali reclusioni.

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Cosa si rischia a lavorare in nero se si prende la disoccupazione

Quando un dipendente viene “scoperto” a lavorare in nero presso un’azienda, non rischia delle sanzioni amministrative per la mancata sottoscrizione di un contratto. Tuttavia, in alcune situazioni, è possibile che gli vengano comminate delle multe. È il caso, ad esempio, di un lavoratore che presti servizio nel periodo in cui percepisce la disoccupazione. Se l’interessato ha presentato all’Inps una richiesta per ottenere lo status di disoccupato, egli commette reato di falsità ideologica se lavora in nero. Questo è quanto stabilisce l’ex art. 483 del Codice penale che prevede delle sanzioni. Oltre a ciò, l’art. 316-Ter del codice penale aggiunge che il lavoratore rischia una contestazione per indebita percezione delle erogazioni ai danni dello Stato. In questo casi, si può ricevere una sanzione amministrativa o la reclusione da 6 mesi a 4 anni.

L’Istituto di previdenza potrebbe richiedere le restituzione del beneficio

Lo stesso vale per i percettori di reddito di cittadinanza che rischiano la perdita del diritto al sussidio ed anche la reclusione nei casi più gravi. In linea generale, si può quindi affermare che il rischio principale per il lavoratore incorre nella misura in cui quest’ultimo si avvale di ammortizzatori sociali. I benefici erogati a vario titolo dallo Stato entrano in forte contraddizione con il lavoro in nero. È possibile anche che l’Inps si avvalga della facoltà di richiedere al lavoratore in nero la restituzione delle somme erogate in suo favore. Si tratta di una richiesta a titolo di risarcimento del danno arrecato.

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