Cosa scegliere tra le verdure in barattolo: quelle sott’olio o sott’aceto?

Una guida su cosa scegliere tra le verdure in barattolo: quelle sott’olio o sott’aceto?

Con l’arrivo della stagione calda, la voglia di mettersi ai fornelli decresce sensibilmente. Quindi, forse mai come in estate, si fa ricorso a cibi preconfezionati che riducono al massimo il dispendio di energie in cucina. Tra questi anche i prodotti sott’olio o sott’aceto svolgono un ruolo considerevole. Per cui tra cipolline, zucchine, cetriolini, melanzane, carciofini, peperoni, pomodorini ce ne è davvero per tutti i gusti. Tutti prodotti dell’orto che un tempo le massaie facevano a gara per raccogliere e confezionare, in vista dalla stagione invernale. Ma i tempi passano e anche le “mode”. Per cui ora il dilemma dinnanzi al quale una massaia può trovarsi è il seguente. Cosa scegliere tra le verdure in barattolo: quelle sott’olio o sott’aceto?

Gli elementi che accomunano i sott’olio e i sott’aceto

Premesso che nonostante il loro gusto saporito, non bisognerebbe mai eccedere con questi alimenti, vediamo più da vicino cosa li caratterizza. In primis, diamo voce ai nutrizionisti, che li definiscono, in entrambi i casi, alimenti sottoposti a processi di lavorazione molto elaborati. Cosa comporta tutto ciò? Semplicemente che ci sarà una sensibile riduzione delle caratteristiche nutrizionali, come vitamine e antiossidanti.

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Al contempo, leggendo bene le etichette, oltre all’olio e all’aceto, compaiono anche altri ingredienti dal potere antiossidante. Ci si riferisce all’acido ascorbico o all’anidride solforosa, entrambi necessari per evitare fenomeni d’irrancidimento. Ma attenzione che la lista d’ingredienti in “più” non si allunghi oltremodo.

A cosa deve fare attenzione il consumatore

Se la lista degli ingredienti aggiuntivi all’olio o all’aceto di conservazione, dovesse includere anche lo zucchero, o aromi sintetici, meglio lasciare il barattolo sullo scaffale del supermercato. Se addirittura dovesse pure comparire il glutammato monosodico, vale a dire un esaltatore di sapidità dannoso per la salute, meglio fare una croce su quel prodotto e passare ad altro.

I sott’olio

Gli alimenti sott’olio sono in genere più graditi al palato perché più delicati rispetto ai sott’aceti, ma hanno un punto debole. Assorbendo grassi dai condimenti, si rivelano pochi indicati per chi tiene alla linea, ma anche per chi soffre di reflusso gastroesofageo o altri disturbi intestinali. Comunque con le dovute accortezze, sarà possibile consumarli ugualmente. Basterà cioè farne un uso moderato, previa adeguata sgocciolatura.

I sott’aceto

I sottaceti, tra i due, sono quindi quelli che forniscono meno calorie. Riguardo ai tempi di conservazione, i sottaceti, una volta aperti, risultano più resistenti dei sott’olio. Per cui, oltre a tenerli in frigo, in un barattolo ben chiuso, i tempi di utilizzo possono estendersi anche oltre i 15 giorni. Cosa che non si deve fare con i sott’olio, per via dell’eventuale formazione di botulino. Per cui i sott’olio andrebbero consumati entro e non oltre 4-5 giorni dall’apertura. Se poi i sottaceti dovessero risultare di gusto troppo intenso, si potrebbe passarli in acqua per un po’ e mixarli con alimenti in grado di smorsarne la “carica acetosa” come le patate bollite.

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