Cosa penserà Putin del sodalizio atlantista sempre più forte, oggi il G7 il Vertice NATO e il Consiglio UE

È uno dei giorni che passerà alla storia. Oggi il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden è in Europa per un triplice incontro. In queste ore è in corso il vertice NATO. Alle 14 ci sarà la riunione del G7 e dopo ancora (alle ore 16.00) è previsto il Consiglio Europeo. Sul banco la decisione circa l’inasprimento e l’aumento delle sanzioni alla Russia; l’avvertimento alla Cina e l’impegno a fornire qualche goccia di gas ai Paesi europei in asfissia.

Reazioni possibili

Di fronte il cordone atlantista, le reazioni di Vladimir Putin nel nostro immaginario lasciano pensare a due possibilità. Diventare ancora più cruento in una guerra che doveva essere “lampo” e invece sta durando da settimane e sta mettendo a dura prova l’esercito russo. La “cruenza” russa a questo punto potrebbe premere sul nucleare. Perché se c’è una certezza è che Putin possa arrendersi davanti al Mondo.

La seconda possibilità è la continuazione del logoramento intorno al Presidente russo che sarebbe sempre più solo. Di fatto la solitudine prima o poi può portare al crollo, seppure involontario. A meno che non ci sia la Cina ad alimentare in modo sotterraneo, le fondamenta russe. Ma il Paese del dragone è stato avvisato.

Cosa penserà Putin del sodalizio atlantista sempre più forte, oggi il G7 il Vertice NATO e il Consiglio UE

Al netto delle sanzioni, anche da un punto di vista sociologico combattere contro un nemico comune rafforza e unisce il gruppo. E così è stato. In un baleno sono svaniti i campanilismi dei vari staterelli dell’Unione. I vari leader hanno fatto squadra e si sentono forti. Supportati per giunta dall’amico di sempre, quello d’infanzia che è sempre una roccaforte. Si tratta degli Stati Uniti, cui abbiamo già perdonato le freddure e le decisioni opinabili dell’era Trumpiana. Perché è così, all’amico d’infanzia si perdona tutto e in un batter di ciglia si è più amici di prima. Quindi l’ambizione imperiale della Russia da oggi si vede schierato di fronte il cordolo d’acciaio USA-UE. Con la Cina che va avanti e indietro, sbattuta tra gli avvertimenti di Biden e i patti con Putin. Mai come ora nessuno vorrebbe essere al suo posto.

Putin perde pezzi

Se il fronte del no all’aggressione della Russia verso l’Ucraina è un treno cui si aggiungono via via più vagoni, intorno al Cremlino è terra bruciata. Dimissioni, licenziamenti e sparizioni. Mancherebbe all’appello della ribalta pubblica il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, che non apparirebbe pubblicamente da poco meno di due settimane. E ancora pare abbia rassegnato le dimissioni la governatrice della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina anche se Putin l’avrebbe pregata di rimanere. Altro segno meno sarebbe rappresentato da Anatoly Chubais, uno dei consiglieri del Presidente per le riforme economiche. Si sarebbe dimesso dall’incarico di inviato russo per il clima e avrebbe lasciato il Paese.

Il beneficio del dubbio è lecito, consapevoli della propaganda da ambo le parti sia russa che ucraina. Adesso con questo scenario, o l’impero Putiniano ha le ore e i giorni contati oppure tutto il Mondo finirà nella morsa della minaccia nucleare. Che può diventare realtà. Nei prossimi giorni capiremo giocoforza cosa penserà Putin del sodalizio atlantista sempre più forte, oggi il G7 il Vertice NATO e il Consiglio UE.

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