Cosa fare se il proprio figlio piange all’asilo e vuole tornare subito a casa

A tutti sarà capitato di avere un problema con la scuola. Alle elementari risulta difficile approcciarsi allo studio per la prima volta. Alle medie e poi alle superiori, inoltre, si comincia a fare sul serio.

Anche nella scuola dell’infanzia, però, possono presentarsi degli intoppi. Non tanto dovuti alla pigrizia o alla difficoltà degli argomenti da studiare. Le cause possono essere molteplici e si vedranno nel corso dell’articolo. Di sicuro, però, i bambini piccoli possono avere diverse fragilità che vanno ascoltate e comprese al meglio.

Ma cosa fare se il proprio figlio piange all’asilo e vuole tornare subito a casa?

Ci possono essere diverse motivazioni

Se il proprio figlio non riesce ad essere tranquillo lontano da casa, ciò può rappresentare una grossa problematica. I genitori possono sentirsi in colpa. È difficile svolgere le faccende quotidiane in serenità. Anche la concentrazione sul lavoro può peggiorare. In tal caso bisogna lasciare spazio alla riflessione. Riconoscere e descrivere le emozioni che si provano può essere d’aiuto. Si può innescare un circolo vizioso difficile da debellare.

Ma perché sorgono tali problematiche? Diverse sono le motivazioni. Innanzitutto, la relazione con l’adulto di riferimento può essere un po’ invischiata. L’ambiente educativo può non essere adatto. Altri bambini, inoltre, possono creare dei problemi. Si pensi, ad esempio, al bullismo che purtroppo coinvolge anche i più piccoli.

Ma cosa fare se il proprio figlio piange all’asilo e vuole tornare subito a casa?

Rimedi efficaci

Il pianto è il metodo di comunicazione più immediato per gli infanti. Può esprimere tristezza, rabbia o frustrazione. Il primo passo è sintonizzarsi con il proprio figlio. È indispensabile capire cosa non va. Le problematiche, come si è visto, sono molteplici. Individuandone una, si può agire su di essa in modo più risoluto.

È importante consultarsi con gli insegnanti. Con la loro esperienza e sensibilità possono aiutarci a fare meglio. Non bisogna aver paura del giudizio. Mettersi nelle mani dei professionisti dell’educazione è una scelta lungimirante.

È necessario, infine, essere consapevoli della relazione che si ha con il proprio figlio. Oltre ad incentivare un legame sano di dipendenza bisogna conferirgli sicurezza e fiducia. Solo in questo modo il piccolo uomo potrà esplorare il Mondo che lo circonda.

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