Cosa fare se arriva la lettera della banca che minaccia la chiusura del conto in 60 giorni

Con le banche sta veramente succedendo qualcosa di strano e mai accaduto prima. Con la lettura di questa guida, però, sapremo cosa fare se arriva la lettera della banca che minaccia la chiusura del conto in 60 giorni.

Le strane notizie sono cominciate con il grosso gruppo olandese della Ing Bank che ha comunicato la chiusura di tutti gli sportelli bancomat a partire dal 1 luglio. Per la banca un bel risparmio, ma per i clienti sono previste convenzione con altri sportelli bancari che comporteranno commissioni sui prelievi.

Anche con altre banche le condizioni per i clienti andranno a peggiorare. Accade, per esempio, anche con Widiba, la banca on line del gruppo Monte dei Paschi. Oppure con Unicredit, colosso bancario dal quale ci si aspetterebbe più attenzione per la clientela. Entrambe, invece, hanno già previsto maggiori costi sui conti correnti che verranno applicati dal 1 al 15 luglio.

Il motivo della lettera che comunica la chiusura del conto

Il motivo è un solo e riguarda il taglio dei costi. Molte banche on line hanno acquisito massicciamente clientela perché offrivano condizioni di conto corrente veramente imbattibili. Inizialmente, il conto era gratis a patto che il cliente avesse una giacenza media comunque bassa o che accreditasse sul conto lo stipendio o la pensione.

Con zero commissioni e i costi di gestione a carico della banca, alcuni conti sono diventati improduttivi o addirittura costosi per l’istituto di credito. Ecco perché la banca preferisce chiuderli.

È legittima la chiusura del conto per volontà della banca?

La legge non obbliga l’istituto a spiegare al cliente il motivo della chiusura. La banca può semplicemente non avervi tra i suoi clienti.

Una garanzia per il cliente però c’è ed ecco quindi cosa fare se arriva la lettera della banca che minaccia la chiusura del conto in 60 giorni.

Proprio perché l’operazione parte da un eccesso di costi per la banca, possiamo capire quali conti correnti verranno chiusi forzatamente.

Si tratta dei conti che hanno poca movimentazione o un saldo sempre vicino a zero. Se la banca non ricava da quel conto denaro liquido da investire, non avrà convenienza a tenerlo attivo sopportandone i costi. Sono quindi senz’altro salvi i conti su cui ci sia un buon giro di denaro oppure quelli con carte di credito o mutui appoggiati. Questi strumenti, infatti, garantiscono commissioni in entrata alla banca.

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