Cosa fare quando ti punge un’ape o una vespa in 3 semplici mosse

Gli Esperti di Proiezionidiborsa ti diranno in una manciata di minuti cosa fare quando ti punge un’ape o una vespa in 3 semplici mosse. Sebbene api e vespe siano indispensabili all’equilibrio dell’ecosistema, risultano molesti nel momento in cui aggradiscono gli esseri umani. Nel corso dell’esistenza capita a molti di subire punture da insetti più o meno pericolosi. La reazione cutanea al pungiglione cambia sensibilmente da soggetto a soggetto e può avere effetti rovinosi. Al di là dei comuni sintomi quali bruciore, gonfiore e un po’ di dolore  per lo più sopportabile, vi possono essere reazioni allergiche per i soggetti con ipersensibilità cutanea. Ciò dipende dalla sostanza venefica del pungiglione che l’ape lascia nella pelle di chi subisce l’attacco.

Ovviamente non sempre le api o le vespe che ci ronzano attorno quando diamo all’aperto ci aggrediscono. Solitamente la puntura è la risposta che l’insetto mette in campo quando si sente vulnerabile. Si tratta difatti di una forma di difesa con cui magari tenta di tutelare l’alveare. In alcuni soggetti tuttavia la puntura di un’ape ingenera uno shock anafilattico e ciò spiega il terrore che molti avvertono in presenza di api e vespe. A tal proposito si consiglia la lettura dell’articolo “Paura degli insetti? Ecco cosa fare per non rovinarsi le vacanze”. In esso troverete suggerimenti utili che vi aiuteranno a gestire le più comuni fobie. Adesso invece vediamo in concreto cosa fare quando ti punge un’ape o una vespa in 3 semplici mosse.

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Cosa fare quando ti punge un’ape o una vespa in 3 semplici mosse

Anzitutto dovete agire tempestivamente ed estrarre il pungiglione entro massimo 20 secondi dal momento della puntura. Ciò perché si riduce l’impatto negativo dell’apertura della sacca velenifera. Per eliminare il pungiglione si può ricorrere ad una carta rigida come la tessera sanitaria o premendo ai due lati con le dita.

Il secondo passo da compiere consiste nel tamponare la zona con impacchi freddi in modo da sfruttare i benefici della crioterapia. Mentre la terza mossa presuppone il ricorso a cure farmacologiche nei casi più gravi o, in alternativa, a  trattamenti fitoterapici. Ci si riferisce nello specifico all’utilizzo di pomate al cortisone, di antistaminici, di antinfiammatori e antidolorifici. Se invece si intende ricorre a rimedi naturali si raccomanda di applicare sulla ferita l’aloe in gel o di strofinarne la polpa sulla cute.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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