Cosa fare in caso di intervento estetico riuscito male?

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La chirurgia estetica ha giovato di un sensibile incremento negli ultimi anni, tanto che si può dire trattarsi di un settore che non conosce crisi. La corsa a labbra, seno, glutei, naso, addome più perfetti, ha invaso le giovani e le vecchie generazioni ma con risultati non sempre eccellenti. Infatti, da uno studio di settore è emerso che il 30% delle operazioni serve a rimediare a precedenti interventi mal riusciti. Sicché, è davvero qualcosa di tremendo andare dal chirurgo estetico per migliorare il proprio aspetto e poi riscoprirsi del tutto peggiorate!

Quindi, in questo articolo, forniremo qualche consiglio su cosa fare in caso di intervento estetico riuscito male. In altri termini, come comportarsi per ottenere un risarcimento in seguito a un intervento estetico che non risponde alle proprie aspettative?

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Suggerimenti su come muoversi

Anzitutto, occorre richiedere una preliminare informazione completa e dettagliata sui rischi operatori e sul decorso post-operatorio. Inoltre, poiché su certe cose non si può fare economia, vale la pena sempre rivolgersi ad esperti del settore e a cliniche di comprovata esperienza.

La fase preliminare è di vitale importanza in quanto, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non esistono interventi cosiddetti riparatori, in senso stretto. In altri termini, le operazioni mal riuscite o mal fatte, il più delle volte, non si possono tecnicamente cancellare. Non a caso, solo il 30% degli interventi andati male può essere sistemato, con una nuova operazione di riparazione.

Come tutelarsi
Quindi, ci chiederemo, cosa fare in caso di intervento estetico riuscito male? La legge tutela le vittime dei “cattivi chirurghi” ma bisogna muoversi in un certo modo. Anzitutto, come anticipato, il professionista è tenuto a fornire una precisa e chiara informativa circa tutti i pro i contro dell’intervento. La questione diventa tanto più interessante in quanto sul chirurgo estetico (a differenza che sugli altri medici) incombe l’obbligo del risultato.

L’obbligo del risultato

Ciò significa che egli deve rispondere ad una richiesta precisa del paziente e qualora questa non sia soddisfatta, ricorrono gli estremi per il risarcimento dei danni. A tal uopo, bisogna collezionare una documentazione fotografica il più esaustiva possibile. Essa deve contenere le foto dai cui emerge la propria situazione precedente, le indicazioni impartite al chirurgo e le foto successive all’intervento. In alcuni casi, ad esempio se un chirurgo ha impiantato protesi mammarie troppo grandi che impediscono una perfetta postura, si possono allegare referti medici come radiografie.

Esse avranno rilievo se certificano i problemi insorti, a livello ortopedico, in seguito all’intervento, a causa di una postura scorretta. Per i danni al viso, poi, essendone più difficile il riscontro, potrebbe essere utile la consulenza scritta di uno psicologo, che certifichi il disagio post-operatorio. Sicché, chi agisce per ottenere il risarcimento del danno derivante da un intervento di chirurgia estetica, può ottenere il riconoscimento del danno biologico e di quello morale. Quest’ultimo viene parametrato alla peggiore percezione che il danneggiato ha di sé, che si riflette nei vari ambiti della vita sociale, peggiorando la qualità della vita.

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