Cosa fare con i soldi risparmiati per assicurarsi una rendita

Pensare a risparmiare soldi per potersi assicurare una rendita, che magari integri la pensione, è una delle decisioni più sagge che un imprenditore possa prendere. Vediamo perché.

E’ un dato di fatto da tempo, anche ben prima della riforma pensionistica della Fornero, probabilmente dai tempi della riforma Dini, che la pensione non basterà a farci mantenere lo stesso tenore di vita quando non lavoreremo più. La grave situazione in cui versano le finanze pubbliche, l’adozione dell’euro e quindi l’impossibilità di svalutare, il cambiamento da un sistema retributivo ad uno contributivo, non permettono di ricevere l’equivalente dell’ultima busta paga il primo mese che si è in pensione. Servirebbe qualcosa in più. Quel qualcosa in più potrebbe essere una pensione integrativa e, comunque, un accantonamento mensile.

Cosa fare con i soldi risparmiati per assicurarsi una rendita?

La pensione integrativa

La pensione integrativa è “una forma di risparmio pensionistico, che si aggiunge alla pensione di base del regime pubblico obbligatorio. Il suo scopo è quello di contribuire a mantenere un tenore di vita adeguato anche dopo il pensionamento, in un regime tutelato e fiscalmente vantaggioso. Inoltre, grazie alle ultime modifiche  normative, può anche permettere di  andare a riposo prima di aver raggiunto la normale età pensionabile prevista dalla legge.”

Come detto, invecchiamento della popolazione e calo delle nascite hanno fatto diminuire il numero dei lavoratori attivi ed il numero di quelli che entrano nel mondo del lavoro. Al tempo stesso, hanno aumentato il numero di pensionati, creando così un deficit notevole per le casse dello Stato. Per questo motivo le istituzioni hanno dovuto rivedere l’intero sistema di welfare pubblico e, in particolare, il sistema pensionistico. L’obiettivo era, ed è, di contenerne la spesa. Le riforme introdotte negli anni ‘90 (Dini) hanno avuto l’effetto di ridurre l’importo delle pensioni future, specie per i lavoratori più giovani.

Un versamento in una pensione integrativa, attraverso un fondo pensione chiuso o aperto, od attraverso un PIP (Piano Individuale Pensionistico), iniziato per tempo, è una buonissima soluzione per integrare l’insufficiente pensione che riceveremo in futuro.

Cosa fare (ancora) con i soldi risparmiati per assicurarsi una rendita?

L’altra alternativa può essere quella di accantonare il denaro, mensilmente, in un PAC (piano di Accumulo capitale), magari indicizzato all’inflazione (lo propone qualsiasi banca o Società di Gestione del Risparmio come Mediolanum, Fideuram, ecc.), oppure versare la cifra che si vuole accantonare in un salvadanaio digitale, tipo Oval Money, Gimme5 o Satispay. Il primo ed il terzo funzionano in modalità accantonamento puro, il secondo sia come accantonamento che anche come investimento. In questo modo il denaro sarà al sicuro, e ve lo ritroverete quando andrete in pensione.

Perché risparmiare per assicurarsi una rendita?

Gli americani, che in fatto di investimenti e finanza ne sanno una più del diavolo, hanno coniato la regola del 4%. Essa è una regola empirica utilizzata per determinare quanto un pensionato dovrebbe prelevare ogni anno da un conto pensione. Questa regola cerca di fornire un flusso di reddito costante al pensionato, mantenendo al tempo stesso un saldo del conto che mantenga il flusso di reddito attraverso il pensionamento. Gli esperti ritengono che il tasso di prelievo del 4% sia sicuro, in quanto i prelievi saranno costituiti principalmente da interessi e dividendi.

In America le cose funzionano diversamente da noi, ma è di ogni ovvietà che se si ritira ogni anno il 4% dal denaro che si è risparmiato per avere una rendita, questo deve essere bilanciato dalla stessa cifra che entra dalla pensione, diciamo, tradizionale. Quindi, se una persona dovesse prelevare il 4% di quanto ha in banca mensilmente, per mantenere lo stesso stile di vita di quando era al lavoro (diciamo 1.500 euro), dovrà avere da parte almeno 37.500 euro. E ogni mese dovrà prendere, tra pensione e rendita integrativa, la stessa cifra.

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