Cosa e chi monitorare quando e se le Banche centrali alzeranno i tassi?

Questa sarà la settimana della BCE. La Banca centrale europea infatti, torna a riunirsi giovedì dopo che la sua omonima inglese, la BoE ha sottolineato il pericolo dell’inflazione e, soprattutto, la necessità di un’azione per contenerla. La paura, vista anche l’incertezza su una ripresa che ancora non si sta rafforzando, è quella di una fase di stagflazione. Da qui il timore di un rialzo dei tassi che potrebbe creare a sua volta molte difficoltà sui mercati. Ma cosa e chi monitorare quando e se le Banche centrali alzeranno i tassi? In realtà si tratta di un’opzione che resta ancora tra quelle che verranno eventualmente considerate solo in un secondo tempo. Infatti le maggiori Banche centrali continuano a sostenere che il rialzo dell’inflazione, per quanto evidente, resterà ancora temporaneo. Un atteggiamento che sorregge il clima di cauto ottimismo che si delinea all’orizzonte. Anche in virtù di un periodo dell’anno che, complice il possibile rally di Natale, resta tendenzialmente positivo.

Fondamentalmente le attese per la riunione di questa settimana della BCE non sono molto alte. In realtà l’attenzione è focalizzata verso quella di dicembre quando si dovranno tirare le somme per questo 2021 e indicare con chiarezza le mosse per il prossimo 20222. Nel frattempo molte grandi case d’affari hanno già considerato un repentino rialzo, nel breve, dei prezzi al consumo.

“HYCM”/
“HYCM”/

Per Barclays è possibile che si arrivi ad un livello del 4,25% per novembre mentre da Hsbc non si discostano molto, arrivando al 4,2%. Nel panorama generale, poi, si affaccia anche l’enigma rappresentato dal futuro della Cina. Pechino deve combattere focolai di Covid che si stanno moltiplicando e il puzzle Evergrande. Ma non solo. La carenza di energetici e soprattutto le misure restrittive su alcuni settori tra cui quello tecnologico rischiano di appesantire le performance del PIL.

Cosa e chi monitorare quando e se le Banche centrali alzeranno i tassi?

Innegabile che, qualora le politiche monetarie delle Banche centrali dovessero cambiare, ci sarà la necessità, per ogni singola nazione, di riuscire ad adattarsi sia alle scelte finanziarie degli istituti centrali sia alla situazione internazionale di fondo, sia all’andamento delle rispettive economie. Ed anche in questo caso si ripresenta il punto interrogativo della Cina con tutti gli scenari che ne conseguono. Le previsioni di Bank of America e Citigroup, infatti, quest’anno vedono un livello pari al +8,2% ma un crollo è già in previsione per il 2022. Il rialzo per il prossimo anno, stando alle proiezioni di Citigroup, non dovrebbe superare il 5% mentre per BofA addirittura il 2,2%. A dare una mano, per Bluebay, saranno le esportazioni ancora forti e la domanda.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

Consigliati per te