Cosa dirà Powell sull’inflazione, tapering e tassi a Jackson Hole?

Borse in rialzo in questo inizio di settimana, con Wall Street che continua a macinare risultati positivi nonostante le numerose notizie negative a livello internazionale e le altrettanto numerose incertezze sempre presenti all’orizzonte. Ovviamente l’attenzione è sempre alta e indirizzata verso le possibili notizie in arrivo sulle politiche monetarie.

Una domanda resta su tutte: cosa dirà Powell sull’inflazione, tapering e tassi a Jackson Hole? Interrogativo che diventa ancora più importante se si considerano le minute della FED recentemente pubblicate. Il prossimo meeting di Jackson Hole, previsto dal 26 al 28 agosto, è uno dei principali market mover di queste ultime sedute. La prima edizione risale al 1978 e da sempre vede la partecipazione dei principali banchieri centrali che si confrontano sulle varie problematiche presenti sulle economie mondiali e sui mercati di scambio. Stando a quanto visto, infatti, parrebbe che le richieste per l’avvio di un tapering siano più numerose e pressanti di quanto finora inteso.

Cosa dirà Powell sull’inflazione, tapering e tassi a Jackson Hole?

Secondo gli osservatori, infatti, potrebbe sancire, tra le altre cose, anche una sorta di “divorzio” tra le strategie adottate da FED e BCE. Da un lato, infatti, la Banca centrale europea sarebbe intenzionata a continuare nella sua strategie di stimolo. Dall’altro la Banca centrale statunitense appare divisa sul da farsi. Questo perché mentre il numero uno, Jerome Powell, ha sempre dichiarato di vedere una ripresa ancora lontana dall’essere completata, e quindi bisognosa di un sostegno, i suoi colleghi, invece, sembrano essere di parere opposto. Stando alle minute, infatti, parrebbe che la maggior parte di loro preferirebbe, qualora venisse confermata un’economia in salute, iniziare ad allentare le misure prese dalla Banca centrale in occasione della crisi arrivata con il Covid.

Un particolare non di poco conto all’interno di un orizzonte che vede l’economia reale ancora con qualche segnale di debolezza. Viceversa, invece, si nota un orizzonte finanziario caratterizzato da un S&P 500 ancora in piena forma. Almeno guardando le sue performance. Infatti in apertura di contrattazioni i maggiori listini a stelle e strisce hanno registrato tutti un avvio con il segno più. A testimonianza del fatto che, Afghanistan io Covid, nulla sembra scalfire la fiducia degli investitori. Anche perché, guardando appunto l’andamento dell’S&P 500, sull’indice statunitense non si registra uno storno di almeno il 5% ormai da novembre. Anche in virtù di questo aspetto, il futuro meeting di Jackson Hole, nuovamente in presenza dopo l’edizione online del 2020, torna ad avere un’importanza particolarmente notevole.

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