Coronavirus fra asimmetrie informative e settori aziendali

E’ naturale che in questo periodo tenga banco la questione coronavirus.

Ma questo ci offre anche l’occasione per alcune riflessioni ed analisi su aspetti poco noti dei rischi ambientali.

Al riguardo va infatti notata una sorta di asimmetria informativa.

Nel senso che, diffusasi la notizia del coronavirus, i media hanno in gran parte focalizzato l’attenzione di tutti su questo tema.

Pare, invece, che rispetto ad altri problemi che potrebbero avere un rilevante impatto ambientale e per la salute, la dimenticanza la faccia da padrona.

Mi riferisco alla questione di bombe atomiche che in parte hanno già esplicato i propri effetti negativi, dopo aver riversato materiale radioattivo nell’ambiente circostante.

Questioni e informazioni

Ma procediamo con ordine.

Esistono aspetti economici e rischi, che costituiscono due versanti della stessa questione, tra loro strettamente connessi.

Talora certe sceneggiature di film d’azione farebbero pensare a situazioni solo immaginarie.

Diversi sono i film di spionaggio o d’azione, incentrati su missioni di recupero di armi atomiche, rubate dal cattivo di turno, a partire dal famoso Thunderball, operazione tuono.

In quel caso la Spectre, società criminale, riusciva a rubare un Volcan, caccia bombardiere nucleare, per sottrarre i due missili con testata atomica, trasportati dal veicolo.

Guardando il film, credo che nessuno abbia realmente pensato che, senza intervento della Spectre o altre analoghe realtà criminali, le bombe atomiche possano effettivamente andare perdute.

Ed invece è proprio quello che è successo diverse volte nella storia.

Tutto trae origine dalla guerra fredda tra USA ed URSS.

Dopo la seconda guerra mondiale, il mondo fu diviso in due parti, occidente e Nato da un lato, URSS e paesi satelliti del Patto di Varsavia dall’altro lato.

Le relazioni internazionali erano basate sulla strategia del terrore.

Entrambi i blocchi possedevano un rilevante arsenale di armi atomiche.

Chi avesse subito questo primo colpo probabilmente non sarebbe più stato in grado di reagire.

Per questo motivo, si pensò a come dislocare armi atomiche, in grado di essere usate, nonostante il nemico avesse già sferrato questo primo colpo.

La soluzione

La soluzione fu quella di dislocare missili con testata nucleare, o anche con testate multiple, su aerei e sottomarini.

Per quanto riguarda in particolare gli aerei, ovviamente, per non subire un primo colpo, erano necessari continui voli, per consentire che fossero sempre pronti ed operativi.

Per questo gli USA predisposero continue missioni con appositi aerei, praticamente in volo permanente.

Solitamente le missioni partivano dagli USA, dovevano sorvolare l’Europa fino a raggiungere i confini dell’URSS, e tornare quindi indietro.

E ovviamente portavano con sé il proprio carico di morte, costituito da bombe atomiche sempre pronte ad essere lanciate in ogni istante.

Alcuni di questi aerei a seguito di incidenti persero le bombe atomiche che trasportavano. In parte questi incidenti si verificarono negli USA.

Servizio aereo permanente

In un caso un aereo proveniente da nord ebbe un problema ai motori. Il pilota dovette catapultarsi, e la boma atomica trasportata si perse da qualche parte sul suolo USA, senza mai essere recuperata.

Si trova ancora lì.

Fortunatamente non esplose.

Molto più grave quanto successo al villaggio di Palomares, in Spagna.

Di ritorno da una delle missioni, un B 52, bombardiere atomico, doveva rifornirsi in volo, operazione non priva di rischi.

Si tratta di avvicinarsi ad un altro aereo, cosiddetto aereo cisterna, che emette un lungo tubo che dovrebbe inserirsi nel serbatoio dell’areo da rifornire.

Cosa successe?

In particolare, ad alta quota le turbolenze possono essere notevoli, e in quel caso provocarono l’incendio del carburante dell’aereo cisterna, prima che riuscisse l’aggancio con il caccia bombardiere.

L’aereo cisterna si incendiò e precipitò, ma le fiamme si estesero anche al caccia bombardiere, che precipitò a sua volta.

Delle quattro bombe atomiche ospitate, una precipitò al suolo, nei dintorni di Palomares, e fu recuperata.

Ma un paio dispersero materiale atomico nell’ambiente.

Seguì un tentativo di decontaminazione, ma non riuscito.

Tanto che ancora oggi, se ci si reca da quelle parti, si riscontra una vasta area di terreno circondata da recinzioni, e pare che la radioattività sia ancora presente. Altro che coronavirus!

Una altra bomba finì in mare e solo dopo circa un mese e mezzo si riuscì a recuperarla.

Altri incidenti hanno riguardato sottomarini e altre località anche sulla terraferma.

Ne seguì all’epoca una serie di aspre critiche, che rimisero in discussione sopratutto la strategia di continui voli con bombe atomiche a bordo.

All’epoca Franco, il dittatore spagnolo, ottenne la fine dei voli sopra la Spagna.

Poi, nonostante le bombe siano ancora lì, dove si sono perdute, ci si dimenticò del problema.

Evidentemente, infatti, questo è un problema di non poco conto e il coronavirus rispetto a questo potrebbe passare anche in secondo piano.

Non si sa cosa potrebbe succedere realmente a uno di questi ordigni e con il passare del tempo taluni ritengono potrebbero ancora provocare esplosioni atomiche.

 Il business

Basti considerare che periodicamente i precedenti missili, gli aerei ed i sottomarini vengono sostituiti da altri più moderni. Si tratta di un volume d’affari per cui gli stati, in primis gli USA, stanziano miliardi di dollari.

La situazione finanziaria delle aziende del settore è quindi sostanzialmente positiva, proprio in quanto possono contare su programmi futuri, che difficilmente verranno abbandonati.

L’abbandono definitivo delle strategie atomiche, in ambito militare, verrebbe probabilmente a realizzarsi solo se una delle superpotenze in possesso di armi atomiche rinunciasse completamente a queste.

Difficile che questo scenario si realizzi.

Evidentemente, dal punto di vista finanziario, occorre comunque notare che molti non sono disponibili ad investire sulle società del settore, per le questioni etiche che questo comporta.

Un po’ come quando si è contrari ad investire in società che inquinano o che rappresentano rischi per l’ambiente e per la salute.

Per chi volesse comunque considerare l’ipotesi di un investimento nel settore, analizziamo di seguito una delle principali aziende.

Si tratta del gruppo Nortrhrop Grumman.

Si occupa soprattutto di avionica, ed è, tra le varie attività, produttore degli ormai famosi caccia bombardieri stealth, che utilizzano tecnologie d’avanguardia per rendere invisibili i velivoli ai radar.

Fino a qualche tempo fa era anche tra le principali aziende che si occupavano di icbm, cioè missili balistici intercontinentali a testata atomica multipla.

Visti i notevoli stanziamenti relativi ai futuri programmi del ministero della difesa USA, non è un caso che gli analisi prevedano un tasso di crescita degli utili societari di circa il 14 per cento nei prossimi anni.

Ma esiste un significativo punto di debolezza.

Visto che ci sono tuttora dei rischi, collegati ad ordigni dispersi, cosa succederebbe se all’improvviso sorgesse una qualche conseguenza negativa da uno di questi?

Si tratta cioè di un settore che potrebbe essere gravemente compromesso da decisioni politiche in direzione opposta rispetto ai programmi precedentemente prospettati, ad esempio a seguito di movimenti di opinione.

Al momento, comunque, il gruppo Nortrhrop Grumann pare sottovalutato, rispetto al fair value calcolato con il metodo dei flussi di cassa attualizzati, di circa il 5 per cento.

La situazione tecnica.

Osserviamo il seguente grafico a barre mensili.

Il semicerchio verde rappresenta un ciclo di lungo termine, ed è evidente che le quotazioni si trovano in quella che, teoricamente, dovrebbe costituire la parte maggiormente ribassista, il quarto.

Non è tuttavia esclusa a priori la possibilità di ulteriori salite, sino a trasformare il quarto sottociclo in un primo sottociclo rialzista dl un nuovo ciclo (ipotesi di troncatura rialzista).

Le linee verticali nere suddividono i quattro sottocicli.

Quelle in rosso sono linee temporali di Gann ed una di queste corrisponde al setup di settembre 2020.

Coincide con un setup temporale calcolato con il metodo Magic box per lo stesso mese di settembre 2020.

I target di prezzo sono in area 412 (freccia verso l’alto)/420.

Tale secondo target corrisponde anche ad una proiezione effettuata con il metodo win trading.

Il metodo PLT è tuttora rialzista di lungo termine.

Sintesi: non esiste solo il coronavirus.

Abbiamo scarsa memoria storica di eventi potenzialmente molto pericolosi, come la perdita di bombe atomiche.

Il settore degli armamenti strategici può contare su programmi decisamente corposi ed una delle principali società è il gruppo Nortrhop Grumann.

Elemento critico quello che potrebbe succedere in relazione agli ordigni dispersi: qualcosa che potrebbe ingenerare una paura, forse anche superiore a quella causata dal coronavirus?

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

Approfondimento

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